E-commerce: la “rete” della diffidenza

E-commerce180 milioni di consumatori in tutto il mondo acquistando prodotti e servizi online, per una media di 800 euro a testa ogni anno.
Si tratta di un mercato potenziale in continua crescita, dal quadro normativo caotico e frammentario però. Ad imbastire una politica di regolamentazione comune a tutti i paesi dell’Unione la commissaria dei Consumatoria per la Ue, Meglena Kuneva, che intende proporre «una legislazione che tagli i ponti con la complessa giungla legislativa al momento in vigore”.

Dal 2006 al 2008, la quota di consumatori europei che hanno acquistato almeno un oggetto su Internet è aumentata in maniera significativa, dal 27 al 33%, mentre gli acquisti sul web in un altro paese Ue è rimasto stabile passando dal 6 al 7%. Sarebbe quindi importante rafforzare la fiducia dei consumatori per ampliare il mercato Ue del commercio online.

«Consumatori e venditori stanno cominciando a usare l’e-commerce a livello nazionale, ma le barriere interne del mercato Ue continuano a sussistere», ha detto la commissaria sottolineando che esiste ancora «un grande potenziale di mercato europeo online per i consumatori, che sul web possono ottenere maggiori scelte e prezzi più bassi».

Oggi il 51% dei commercianti dell’Ue vende su Internet, ma solo il 17% delle entrate dell’e-commerce deriva da vendite transfrontaliere (era il 16% nel 2006). Questo, per la Commissione, è indice di «scarsa fiducia» nello shopping in un altro paese Ue (v. aricolo).

Eppure solo il 37% dei consumatori, secondo un sondaggio Eurobarometro, dice di avere maggiore fiducia in acquisto online da commercianti del loro stesso paese, mentre il 57% afferma che ha la stessa fiducia o addirittura di più. Complessivamente un europeo su tre fa un acquisto online con una spesa media di 800 euro.

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