Acqua, i prezzi si fanno bollenti!

Prezzi acquaAcqua in bottiglia
Schizzano alle stelle i prezzi dell’“oro” blu. Gli aumenti medi registrati con l’avvento della calura estiva si attestano al 7,6%, con punte massime di 14,2 per cento per le bottiglie da 0,50 litri delle marche maggiori e del 6,1 per cento per le bottiglie da 1,5 litri.

A lanciare l’emergenza acqua è l’Adoc con un’indagine sul mercato delle acque minerali che risulta “gravemente danneggiato dalle speculazioni della distribuzione, sia grande che piccola, e della ristorazione, nonostante sia presente una buona concorrenza”.

Piuttosto salata l’acqua di Venezia raggiunge i 2,30 euro per una mezzo litro, mentre a Firenze e Roma si ferma a 1,90 euro. E nella capitale, nella zona del centro storico, in casi particolari “c’è anche la possibilità di spendere 5 euro” per una bottiglietta. Il caro-minerale, comunque, non riguarda solo le città d’arte, ma anche località di mare come Capri (2,20 euro), Portofino (2,10) e Taormina (1,80).

Acqua pubblica
L’acquedotto fa acqua da tutte le parti! Questo il risultato emerso dalla Relazione 2007 del Coviri (Comitato per la Vigilanza sull’uso delle risorse idriche).

A distanza di 14 anni dall'applicazione della legge Galli, il testo unico datato 5 gennaio 1994 che detta le norme per la gestione dell'acqua in Italia, il rapporto traccia il punto della situazione sugli acquedotti italiani. La legge prevede in particolare la nascita del servizio idrico integrato che ha come obiettivo efficienza, minor costo e migliore qualità. La riforma ha consentito di passare da 12.500 gestori del servizio idrico a circa 100. Una "trasformazione profonda - afferma il Coviri - i cui obiettivi sono stati solo parzialmente raggiunti", ma ancora numerose sono le inefficienze segnalate. E' il sud a "buttare" più acqua potabile. Secondo i tecnici del Coviri "é difficile avere le misure reali" degli sprechi, ma i numeri che circolano sulle perdite "sono gonfiati", affermano gli esperti, anche se persiste una situazione di sprechi del 40%.

Tariffe
Il 21% degli italiani "é sotto il vecchio regime tariffario" e non è entrato nei servizi idrici integrati previsti dalla legge. Il risultato è che 20 italiani su 100 pagano molto meno per i servizi idrici ma non hanno garanzia della qualità del servizio, soprattutto al nord.
Secondo il Coviri a livello regionale esisterebbe una grande difformità nella gestione dell’erogazione dei servizi idrici: può infatti capitare di trovare in un singolo Ato (Autorità d'ambito territoriale per i servizi idrici integrati), il soggetto che gestisce l'erogazione dell' acqua ben 140 bacini tariffari.

Le tariffe nel nostro paese non sempre sono in grado di dare una copertura totale dei costi di gestione e degli investimenti necessari e ciò a scapito della qualità del servizio. Il costo dell'acqua per una famiglia tipo di 3 persone è oggi 250 euro per un consumo di 200 metri cubi l'anno, con massimi di 598 euro e minimi di 87 euro. Mentre il valore medio é del tutto accettabile e inferiore ai corrispondenti europei "l'escursione è eccessiva - scrive il Coviri - tanto per i valori massimi che per quelli minimi". Raccordando i valori tariffari alla consistenza delle comunità interessate, si ha che per la maggioranza della popolazione italiana i costi risultano comunque compresi tra 200 e 300 euro l'anno per nucleo familiare.

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