Contratti di acquisto: come cautelarsi dalle clausole e dai cavilli più nascosti?

contratto

La vita che viviamo ci obbliga quasi quotidianamente a confrontarci con moduli da firmare, tariffe e costi da controllare. Qualche anno fa, allo sprovveduto cittadino che per strada firmava di fretta pur di liberarsi del petulante venditore, poteva capitare di vedersi recapitare a casa, dopo pochi giorni, una voluminosa enciclopedia che prevedeva il pagamento mensile tramite bollettino postale.

Oggi le cose si sono fatte ben più complicate e clausole, regole e cavilli si sono moltiplicate all’infinito, per cui bisogna sforzarsi e leggere molto bene ogni documento che ci viene sottoposto e sul quale la controparte richiede la nostra preziosa firma, anche se le pagine sono innumerevoli e la scrittura piccola e fitta non invoglia certo alla lettura.

Il tema dei contratti é molto dibattuto sulla rete ed in un Paese superburocratico come l'Italia con tradizione giuridico-millenaria non poteva essere altrimenti. Per fortuna il Web letteralmente pullula di forum, ve ne segnaliamo qualcuno: al femminile, iureconsult, il caso, iusondemand, diritto in rete, trovate quello che più fa al caso vostro!

Ed allora qualche utile consiglio...


  • Prima di acquistare un biglietto aereo, magari low-cost usando Internet, la prudenza consiglia di leggere molto attentamente il dettaglio dei costi aggiuntivi (tasse, sovratasse, costo carburante, spese amministrative per la transazione on-line etc), per evitare di accorgersi più tardi che il low-cost, in alcuni casi, non è poi effettivamente tale. Un occhio di riguardo meritano anche le clausole inerenti le responsabilità della compagnia in caso di ritardi, cancellazioni dei voli, scioperi o cambio di scali rispetto a quelli originali, e se in questi casi sono previsti o meno dei rimborsi.
  • Lo stesso concetto riguarda i contratti che si firmano presso un’agenzia di viaggi o un tour-operator e relativi ad acquisti di pacchetti vacanze. Assicurarsi sempre che sia prevista la possibilità del rimborso del prezzo pagato se per esempio l’hotel che troviamo a destinazione non si rivela essere quello che in effetti avevamo prenotato.
  • Dove si pensa di essere più tutelati per quel che riguarda le nostre tasche e dove invece bisogna prestare molta attenzione è in banca. Tutti noi abbiamo bisogno degli istituti di credito, ma negli ultimi tempi, anziché fare l’interesse del cittadino, in alcuni casi le banche italiane hanno pensato di fare il loro esclusivo interesse, facendo pagare spese e commissioni non in linea con la media europea dei costi per servizi resi al cliente nel settore creditizio. Senza arrivare agli eccessi penali di qualche banca che ha sottratto alcune decine di euro dai conti di migliaia dei suoi clienti, molte hanno venduto prodotti finanziari senza specificare bene il rischio a cui il cliente andava incontro, altre hanno continuato per anni a far pagare parecchie decine di euro solo per trasferire i titoli del cliente presso un altro istituto di credito o addirittura per chiudere il conto corrente ad un cliente che aveva deciso di passare alla concorrenza (questa pratica scorretta per la verità da qualche mese sembra solo un brutto ricordo). Scorrettezze da parte della banca ma anche distrazione e ingenuità da parte del cliente che al momento dell’apertura del rapporto o della sottoscrizione dello specifico prodotto finanziario non aveva letto bene tutte le condizioni previste nella documentazione firmata. Le banche sono tenute a rilasciare al cliente un foglio analitico che raggruppa tutte le spese e commissioni applicate, ed il cliente ha tutto il diritto di leggerlo accuratamente prima di firmare, anche se, visto il tempo che serve, comprensibilmente la voglia manca.
  • Quando si compra qualcosa a rate è sempre indispensabile sincerarsi dell’effettiva percentuale del tasso che andremo a pagare (TAEG), delle condizioni applicate in caso di ritardo nei pagamenti, delle spese per l’incasso di ogni singola rata etc.
  • Anche le proposte che alcune case automobilistiche fanno alla clientela per servizi che apparentemente ci fanno risparmiare tempo e code, sono da interpretare. Le proposte di pagare per conto del cliente la tassa di circolazione (bollo auto) non offrono un servizio gratuito, e una cifra che si avvicina ai 20 euro più Iva viene poi addebitata al cliente, magari sulla rata mensile del leasing, per non parlare del fatto che se si aderisce, ovviamente con una firma, si rischia di non poter più recedere per tutta la durata del piano finanziario, clausola a volte non ben chiaramente specificata.
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