Default Cipro: fuga dalle banche dei paesi a rischio

I conti da pagare alla crisi di Nicosia saranno almeno due. C'è quello immediato che finirà per pesare - dopo aver alzato l'asticella del sacrificio sopra i 100mila euro - su qualche ricco oligarca russo e su qualche benestante commerciante locale. E c'è un conto occulto assai più salato e gravoso che rischia di avere effetti più dirompenti.

Ed è il conto della fiducia. Bisogna infatti considerare il peso della fiducia tradita con la cura un po' avventata della Troika, che ha riversato parte degli oneri sui creditori privati. Utilizzando i conti correnti di banche in grosse difficoltà economiche si rischia un importante effetto collaterale.

Il rischio è quello di provocare la fuga dei depositi bancari dagli istituti di credito considerati a rischio. Questa erosione della disponibilità finanziaria può provocare in poco tempo il fallimento della banca...

In fondo si tratta di un copione che abbiamo già visto in questi anni - ma la lezione non è stata ancora appresa. Dalle banche greche sono fuggiti, con il divampare della crisi, almeno 70 miliardi di euro. Un'emorragia simile - 60 miliardi - si è vista anche per le banche spagnole, e l'Italia non è da meno, visto che nel pieno della crisi tra il 2011 e l'estate del 2012 sono partiti decine di miliardi di euro di depositanti stranieri.

Tutti questi soldi non fanno un viaggio di andata e ritorno. Secondo l'Associazione Bancaria Italiana mancano ancora almeno 40 miliardi di euro di depositi esteri.

Per fortuna, i risparmiatori italiani hanno più che compensato l'abbandono degli stranieri, e d'altra parte le nostre banche hanno potuto godere delle facilitazioni della Bce che hanno permesso di ottenere fondi praticamente illimitati al tasso dell'1% circa.

Le banche dell'Europa del Nord, grazie ai capitali fuoriusciti dai paesi dell'Europa del Sud possono permettersi di erogare prestiti a tassi bassissimi, mentre un effetto opposto si verifica in Spagna, Italia e Grecia. I dati in questo senso sono inequivocabili: nel 2012, il calo in Italia è stato del 3%, in Spagna del 4%, e in Grecia del 7%; Mentre in Olanda e Germania la crescita dei prestiti è stata rispettivamente del 3 e del 3%.

Questa balcanizzazione del sistema bancario può mettere a rischio tutta la zona Euro.

 

Credit image by Getty Images

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