Piazza Affari giù: pesano voci downgrade

Tonfo a Piazza Affari: l'euforia di inizio seduta è durata poco e la Borsa di Milano chiude in forte ribasso con l’indice Ftse Mib che cede a fine negoziazioni il 2,5% a 15.644 punti. Ad appesantire il listino dei maggiori titoli il comparto bancario. Moody's avverte che il rischio default per Cipro non può dirsi del tutto scongiurato e sui mercati corre la paura che il modello di salvataggio applicato per l'isola possa essere un rischioso precedente per i futuri eventuali salvataggi degli altri Paesi dell'eurozona, quelli più colpiti dalla crisi. Come l’Italia: le voci che circolano a proposito di un downgrade del debito sovrano da parte dell'agenzia di rating Moody's, causa lo stallo politico in cui versa il Paese, si sono fatte più insistenti.

L'agenzia di rating internazionale, che ha già tagliato il giudizio sull’Italia a Baa2 lo scorso luglio, non commenta i rumors, ma fa sapere che il modello Cipro mette a rischio tutti i rating dei debiti sovrani dell'area euro. E sul mercato del debito lo spread tra Btp-Bund risale e chiude a 328 punti base, erano 313 a fine seduta venerdì scorso. Il rendimento del Btp sale così al 4,61%. Lo Spread Bund-Bonos spagnoli chiude a 363 punti, con tasso del Bonos al 4,95%

Termina le contrattazioni in deciso calo anche la Borsa di Madrid, dove l’Ibex 35 cede il 2,27% a 8.140,60 punti. Chiudono con il segno meno anche la Borsa di Parigi, l’indice Cac 40 perde l'1,12% a 3.727,98 punti, Francoforte, Dax -0,51% a 7.870,90 punti, e Londra con l’indice Ftse-100 a - 0,22% (6.378,38 punti).

Cipro: c’è l’accordo. Borse in rialzo


Update 13.58

- Sarà del 30% il prelievo forzoso sui depositi superiori a 100mila euro  detenuti  nella  Bank of Cyprus. L'ha detto in mattinata il portavoce del governo cipriota alla radio di Stato.

Dopo l’accordo raggiunto nella notte per il salvataggio di Cipro le Borse europee aprono in positivo e anche la borsa di Tokyo chiude in rialzo dell'1,69% recuperando le perdite della scorsa settimana. A Piazza Affari l’incertezza politica passa in secondo piano e l'indice Ftse Mib cresce in avvio di contrattazioni dello 0,7%, per poi decelerare, dopo un’ora circa, sullo 0,6%. In spolvero soprattutto i bancari. Tutte in rialzo le altre maggiori piazze del vecchio continente con Londra che fa segnare un +0,64%, Parigi guadagna l’1,4%, Francoforte l’1,07% e Madrid l’1%. Sul mercato del debito, del rischio sovrano, lo spread Btp-Bund tedeschi decennali è in discesa stabile sui 305 punti base, il rendimento del Btp è al 4,45%. Il differenziale Bonos spagnoli-Bund è a 340 punti base. E anche l’Euro torna sopra quota 1,3 dollari (1,3026) dopo il via libera al salvataggio.

L’accordo tra troika e Cipro - Evita il collasso del sistema bancario cipriota e non dovrà questa volta essere sottoposto a ratifica parlamentare in quanto prevede la ristrutturazione e la risoluzione di banche, in base a una legge approvata già venerdì scorso, non l’imposizione di una tassa. Eurogruppo e Fondo monetario dopo l’intesa con il presidente cipriota Nicos Anastasiades daranno i 10 miliardi di euro al governo di Nicosia che servono per evitare il default. Cipro in cambio si impegna a ristrutturare profondamente il suo sistema bancario con la chiusura della seconda banca del paese, la Laiki Bank, che verrà sdoppiata in una bad bank e in una good bank, per poi di essere risolta. Gli asset buoni confluiranno nella Banca di Cipro insieme alla liquidità d'emergenza della Bce (Ela) che dovrà poi tornare alla base. Salve, almeno per ora, tutte le altre dell’isola che non saranno interessate dal piano. Se depositi sotto i 100mila euro della Laiki bank saranno garantiti dall’Europa quelli sopra questa soglia dovrebbero essere convertiti in obbligazioni dello Stato. I correntisti della Bank of Cyprus, la principale del Paese, invece subiranno delle perdite non ancora quantificate: nelle prossime settimane sarà la troika (Ue, Bce Fmi) assieme al governo cipriota a stabilirlo. Secondo il Corriere della Sera fonti europee parlano di perdite fino al 40% nei patrimoni dei correntisti.

Per il presidente dell’Eurogruppo, Jerom Dijsselbloem:

“Il programma contiene un approccio deciso per affrontare gli squilibri del settore finanziario. Ci sarà un'appropriata riduzione, con il settore bancario che raggiungerà la media europea nel 2018. Inoltre, Cipro s'impegna a un programma di consolidamento dei conti, riforme e privatizzazioni".


Gli ha fatto eco il ministro delle Finanze cipriota Michael Sarris:

"Abbiamo evitato una disastrosa uscita dall'euro e la bancarotta andiamo incontro a tempi duri per Cipro, ma è il miglior accordo che potessimo fare".

Nessuna novità sulla riapertura delle banche che a questo punto potrebbero rimanere chiuse anche dopo martedì. Oltre ai 10 miliardi messi sul piatto da UE e Fmi, dovrà essere Cipro a trovarne altri 7, evitando la tassazione sui depositi sotto i 100mila euro. Il primo accordo firmato da troika e Anastasiades prevede appunto un prelievo forzoso del 20% sui conti dei correntisti sopra i 100mila euro e un tetto di 100 euro per i prelievi agli sportelli bancomat.

(in aggiornamento)

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