Riaprono le banche a Cipro

Le banche cipriote riaprono i battenti oggi, dopo 12 giorni. Il governo di Nicosia aveva imposto il blocco per evitare la fuga di capitali all’estero - che almeno in parte si sarebbe comunque verificata - a seguito dell'accordo per il salvataggio dal default dell'isola che prevede il contestato e consistente prelievo forzoso sui depositi al di sopra dei 100mila euro (si parla del 40%).

Capitali russi sarebbero fuoriusciti dal Paese negli ultimi giorni, ad esempio attraverso le filiali di Londra dei due maggiori istituti di credito ciprioti. Le banche apriranno alle 12.00 ed è facile aspettarsi una ressa di gente in fila agli sportelli, per prelevare il prelevabile. Si temono eventuali disordini e infatti già dalle prime ore del mattino si vedono guardie armate davanti alle succursali di alcuni istituti. Gli sportelli chiuderanno alle 18, ma la gente è già in fila fuori dalla porte delle banche ancora chiuse, specie commercianti e professionisti che devono depositare i loro assegni.

Il numero uno della Banca centrale di Cipro alcuni giorni fa in un’audizione parlamentare aveva detto che dopo la riapertura delle banche si sarebbe corso il rischio di una fuga di capitali per 7,5 miliardi di euro circa, il 10% del totale depositi. Le nuove misure di controllo studiate dal governo sui capitali detenuti in banca stabiliscono limiti per l’utilizzo di carte credito all’estero (massimo 5000 euro al mese), per il trasferimento all’estero di contanti (3.000 euro massimo) e un tetto di prelievo in contanti di 300 euro al gioro, sia con assegni che con carte di credito.

Ieri Bruxelles ha spedito a Cipro quattro container con cinque miliardi di euro in contanti per far fronte alle esigenze di liquidità delle banche locali, proprio in previsione dell’apertura di stamane. I container sono stati scortati da una colonna di blindati lunga 200 metri, con eccezionali misure di sicurezza e l’ausilio di elicotteri. La Borsa dell’isola rimarrà invece chiusa fino al primo aprile, dopo la sospensione delle contrattazioni avvenuta lo scorso 19 marzo nel pieno della crisi: il sistema di pagamenti interbancari Target2 utilizzato per le transazioni tra i Paesi europei non sarà attivo fino a quella data.

Foto © Getty Images

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