Affitti in nero per non andare in rosso!

Affitti in nero Per i 600 mila studenti fuori sede è proprio questo il momento giusto per cercare casa.
Con 50 mila posti letto nei campus matricole e veterani devono industriarsi per cercare entro settembre una soluzione abitativa a basso prezzo ma con i prezzi degli affitti delle grandi città non è certo facile.

Se il settore immobiliare registra una grave crisi negli ultimi mesi non sembra risentirne invece il mercato degli affitti in nero, fiorente più che mai. Non ci sono dati ufficiali perché tutto ciò che è sommerso sfugge per definizione ai controlli ma le stime dicono che, tra gli studenti che vivono in affitto, uno su tre ha un contratto non regolare. Poco meno di 200 mila.

Certo stipulare contratti in nero conviene a tutti dal momento che il pagamento avviene in contanti, senza alcuna spesa per oneri amministrativi di registrazione, tuttavia le parti non sono tutela a norma di legge e sono esposte a verifiche e controlli fiscali.

Le agevolazioni previste
In realtà per gli studenti la legge prevede un contratto specifico: durata da 6 a 36 mesi con la possibilità, dall'anno scorso, di scaricare dalle tasse il 19 per cento. Esistono solo sulla carta, però. L'affitto viene fissato nelle singole province in base ad alcune tabelle costruite sul vecchio modello dell'equo canone. Il risultato è che i prezzi sono lontanissimi dai valori di mercato.
Una singola a Milano, ad esempio, dovrebbe costare tra i 120 e 170 euro, quando in realtà chiedono almeno tre volte tanto. Quattro studenti rendono meglio di una famiglia, al massimo vanno via alla fine dell'anno. Non è certo una sorpresa quello che dice l'ufficio studi della Toscano immobiliare: la metà degli appartamenti acquistati per investimento vengono poi affittati proprio agli studenti. E se nelle grandi città i numeri fanno impressione è nei piccoli centri che affittare agli studenti può diventare una rendita capace di sostituire un lavoro. L'Aquila, ad esempio, che ha più di 7 mila studenti fuori sede e soltanto 78 posti letto a disposizione.

Iniziative locali
Qualcuno ha provato ad aprire strade alternative. A Milano la provincia ha lanciato il piano «prendi in casa uno studente» che trasforma i pensionati in affittuari e consente ai fuori sede di pagare poco, in media 236 euro al mese. A Roma è nata l'agenzia regionale per gli affitti che si limita a far incontrare domande ed offerta e ad assicurare che il contratto venga registrato. Ma sono gocce nel mare. Il grosso del mercato passa ancora dagli annunci sui giornali e dalle bacheche in facoltà. Anche se qualcosa si muove. Ogni volta che la guardia di finanza si è interessata al problema ha sempre trovato un bel numero di irregolarità. Un paio di anni fa a Roma l'operazione Domus aurea trovò 8 mila case affittate in modo irregolare accertando un'evasione fiscale per 50 milioni di euro. Subito dopo le domande di registrazione aumentarono del 16 per cento.

I controlli
La paura di essere scoperti c'è ed ogni tanto si fa sentire. A Bologna la guardia di finanza ha fatto un vero e proprio censimento: ha mandato un questionario ai 50 mila studenti fuori sede chiedendo loro dove vivono. Le risposte sono state incrociate con le bollette della luce e del gas e presto qualcuno dovrà cambiare casa. A Bologna, sede dell'università più antica d'Europa, hanno una certa esperienza. Qualche anno fa sempre la guardia di finanza mandò un questionario simile agli ex studenti universitari, ormai laureati e liberi di «tradire» il loro vecchio padrone di casa. Allora gli affitti in nero scoperti furono 3 mila.

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