India, Novartis perde la causa: sì al farmaco anti-cancro low cost

La multinazionale farmaceutica svizzera Novartis ha perso in India il ricorso relativo al brevetto di un farmaco anti-cancro. Dopo sei anni di tira e molla legale la Suprema Corte indiana ha stabilito che l’industria locale può e deve produrre il medicinale Glivec come farmaco generico low cost: il diritto alla salute della popolazione viene prima di ogni cosa, mettono nero su bianco i giudici. Soprattutto prima dei profitti di Big Pharma.

Secondo la Corte Suprema di Nuova Delhi:

il Glivec non è un prodotto innovativo.

Utilizzando una molecola già nota il farmaco:

non rientra nei criteri stabiliti per i brevetti.

Novartis aveva impostato il suo ricorso sul rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale, ma per i giudici il farmaco anti tumorale Glivec non rientra nei criteri stabiliti per le “invenzioni”, quindi niente brevetto. Ovviamente soddisfatte le associazioni indiane di difesa dei diritti umani per le quali l’India si conferma come farmacia dei poveri del mondo. Organizzazioni umanitarie internazionali come Medici Senza Frontiere è qui che vengono a rifornirsi per le loro campagne mondiali, ad esempio contro l’Aids. Il giro d’affari annuo per le multinazionali del farmaco in un paese di 1,2 miliardi di abitanti, il secondo al mondo per popolazione, si aggira sui 12 miliardi di dollari. Si capisce come i colossi farmaceutici lamentino una legislazione indiana sulla proprietà intellettuale che si presta a interpretazioni affatto univoche e lineari.

Il mese scorso era stata un’altra multinazionale farmaceutica, la Bayer, a vedersi respinto un ricorso ancora contro una versione low cost di un farmaco contro il tumore al fegato e ai reni. La Bayer voleva l’annullamento della decisione di cedere all’azienda indiana Natco Pharma il brevetto per produrre a basso costo il Nexavar. La multinazionale tedesca vendeva la scorta mensile, pari a 120 compresse, intorno ai 5.600 dollari: il costo in farmacia della versione generica per lo stesso numero di compresse è di 175 dollari. La decisione venne motivata dalla Commissione d'appello per la proprietà intellettuale con il fatto che il medicinale:

doveva essere alla portata della maggior parte dei malati.

Andando ancora indietro nel tempo, a novembre dell’anno scorso l’India aveva revocato alla Roche il brevetto di un costoso medicinale contro l'epatite che faceva operare la multinazionale svizzera praticamente in regime di monopolio.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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