Fondi pensione: altro che previdenza complementare...!

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Intervistatore: "Ma lei si giocherebbe mai la sua pensione in borsa?"

Operaio 1: "No, mai... perché in Borsa? No. A parte che non sono un giocatore..."

Operaia 1: "Non ho i soldi per mangiare e mi vado a giocare i soldi in Borsa, ma cosa dici? Non so neanche cos’è la borsa, a momenti non la porto neanche più! Perché non so cosa metterci dentro... posso metterci due pacchetti di sigarette...Oh, dice se gioco in borsa!"

Operaio2: "No, assolutamente, cioè è un sacrificio così grande, che non lo farei mai io!"

Intervistatore: ti giocheresti la pensione in Borsa?

Guardia giurata: "No, penso di no. Sono un po’ scettico sulla borsa, preferisco le piccole cose ma sicure."

Operaio: "Assolutamente no, anzi: se si potesse riportare verso un binario di certezza almeno la pensione, non vorrei fare la fame quando sarò vecchio!"

Poi attacca Money dei Pink Floyd ed il collegamento torna allo studio.

Per chi non l'avesse vista é la puntata di report andata in onda ieri sera su raitre: si discuteva sull'importante tema dei Fondi Pensione. (Leggi la trascrizione della puntata di ieri).

I 4 operai intervistati hanno detto che non giocherebbero mai in Borsa.

Facendo una piccola ricerca però si scopre che invece non é proprio così. Non serve andare troppo lontani...

Cometa, Fondo di previdenza complementare negoziale italiano (quello degli operai metalmeccanici per intenderci) invece negli investimenti azionari ci crede!

Girando su Internet si ha come la sensazione (é piuttosto una certezza però) che nessuno voglia fare sapere in cosa questi Fondi investono, le informazioni sono superficiali e generiche, non scendono mai nello specifico.

E se, metti per caso, io volessi sapere in quali titoli o obbligazioni investe il mio Fondo pensione?

L'intervistatore incalza: "Lei sa in che cosa investe il suo fondo pensione?"

Operaia: "No."

Operaio: "No, francamente no."

Operaio: "In che cosa investe? In obbligazioni, qualche Buono del Tesoro. Non fa investimenti a rischio, è questa la domanda?"

Operaio: "Ci sono dei dati, precisamente non so."

Impiegato: "No, questo no."

Impiegato: "In titoli di stato, azioni, come in qualsiasi fondi, credo..."

Solo uno su sei é a conoscenza che il suo Fondo Pensione investe in azioni.

E allora? In che cosa investono?

Le Società di gestione del risparmio italiane che sono possedute al 96% dalle banche e dalle assicurazioni investono in banche e assicurazioni.
E si comprano tra loro. Capitalia compra il 4,6% di San Paolo e San Paolo ricambia con il 3% di Capitalia e così via, ci sono tutte, Unicredit, Banca Intesa, Generali, Ras. Senza contare che ogni Banca compra se stessa e compra le 3 principali società di Assicurazione che a loro volta possiedono quote delle banche.
In Europa ha incrementato di più i propri utili nel 2005 scopriamo che sono proprio le Banche, che battono il petrolieri, terze le Assicurazioni.
E a far gola sono sempre i soldi, i soldi dei risparmiatori da gestire, a cui ora si aggiungono quei 13 miliardi del nostro tfr.

Ma non é tutto l'intervistatore della trasmissione chiede al direttore di un ufficio studi: "Ma se io metto 10.000 euro su questo prodotto dopo un anno quanto avrò?..."

Direttore: "Allora la prima cosa che dovrò fare è togliere il 2%, quindi dovrò togliere 200 euro e quindi mi saranno investiti non 10.000 euro mi saranno investiti 9.800 euro, poi avrò anche dei diritti fissi ma lasciamoli da parte, avrò dei diritti fissi, quindi prendo i miei 9800 euro e li investo, da questi 9800 dovrò togliere, uno 0,8 di commissioni di gestione, più altre spese del singolo Fondo Comune quindi arrivo a un 1%, quindi 9800 meno 1%, meno 1,2% che è il costo della scatola superiore se il Bot mi ha reso lordo il 2% io a fine anno ho meno soldi di quanto avrei avuto con un Bot."

Anche per Beppe Scienza nelle performance dei Fondi il rendimento langue.

Per Altroconsumo, poi, il Fondo pensione é un vero e proprio pacco! "Lo scenario che si prospetta non è dei più incoraggianti: tutti i lavoratori, chi più chi meno, al momento di andare in pensione vedranno ridotti notevolmente i propri introiti e non potranno mantenere lo stesso tenore di vita."

Nei casi più fortunati, si può sperare che la pensione raggiunga il 50% dell’ultimo stipendio.

"D'altra parte, nel 2050 il 40% della popolazione avrà più di 60 anni e già si è rotto il patto generazionale che consente che chi lavora paghi le pensioni di chi si è ritirato. Bisogna invece essere, già oggi, più che coscienti del fatto che colmare quel 50% che manca non è cosa semplice. E, senza dubbio, non saranno le forme di previdenza integrativa, come versare il Tfr in un fondo pensione, su cui si è dibattuto tutta l'estate, a dare sicurezza e tranquillità per il futuro."

La situazione é, a dir poco, torbida, dopo aver letto la trascrizione della puntata di Report ci si ritrova in una realtà diversa da quella che fino ad ora ci é stata fatta credere.
Le informazioni sono poche e superficiali. Il più delle volte ci si guarda bene dal descrivere le caratteristiche di un prodotto, perché nel momento in cui tu lo fai, dicono i dipendenti di alcune importanti Banche, non lo vendi più. Si omette di descrivere il prodotto nella sua interezza.

I provvedimenti legislativi degli ultimi anni conducono tutti in un unica direzione: un sistema pensionistico con sempre una minor incidenza della spesa pubblica in termini di copertura.

L'ammontare delle performance previdenziali sarà per l'appunto sempre di più giocato da una gestione finanziaria a capitalizzazione dei contributi versati nel fondo gestito da Banche, Sgr, SIM, e varie fiduciarie autorizzate.

Ciascun Fondo costituisce patrimonio autonomo e separato da soggetto gestore e dei partecipanti (il che limita i rischi del soggetto gestore e aumenta quello dei partecipanti) disciplinati dai vaghi regolamenti dei fondi approvato dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione.

Il tutto con i soliti risultati a favore dei soliti furbetti all'italiana, grazie ad un monopolio di Banche e controllate (Sgr, SIM etc.). Società che investono i fondi in bond Parmalat quattro mesi prima del crack finanziario per poi rivendere a due mesi dal Crack mentre società di rating del tutto autorevoli come Standard & Poor distribuiscono buone pagelle e società di revisione serie e conosciute come DeLoitte certificano bilanci sanissimi.

Un ultima nota per concludere le donne poi pagano di più perché sono più fortunate vivono più a lungo infatti...

a parità di condizioni parità di anni lavorati... un uomo che a 35 anni sottoscrive un fondo pensione, e va in pensione a 65 anni, quindi lavora 30 anni. Una donna che a 30 anni sottoscrive il fondo e va in pensione a 60, quindi sempre 30 anni. L’uomo prende 203 euro e la donna 141!

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