Debiti PA: decreto rinviato


16.38 - Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Anci Graziano Delrio dopo l'incontro con il premier il decreto del governo sarà pronto entro fine settimana, massimo lunedì prossimo, con lo sblocco dei primi 7 miliardi.

Slitta ai prossimi giorni il CdM che oggi doveva definire il testo del decreto legge sul pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese:


Il Ministro dell'Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate risoluzioni approvate da Camera e Senato ha fatto presente al Presidente del Consiglio l'opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della P.A. Pertanto il Consiglio dei Ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni.

ll segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ad "Agorà" su Rai Tre ha ricordato quelli che sono i compiti e i criteri della Consip, la società del ministero dell'Economia e delle Finanze che si occupa del programma di razionalizzazione degli acquisti nella Pubblica amministrazione:

Lo Stato deve trovare i soldi per pagare i suoi debiti, ma per il domani si deve imporre il criterio Consip a tutti gli acquisti, che devono essere fatti secondo prezzi morigerati, convenzionati e standardizzati. Gli acquisti in Italia si fanno solo per il 10% rispetto ai costi standard stabiliti dalla Consip. Vorrei ricordare che c'è un flusso di denaro che va verso la corruzione ed è singolare che in questi giorni non si parli affatto di questo.

Sempre ad Agorà il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Michel Martone ha smentito l’ipotesi di un aumento dell’addizionale Irpef per far fronte allo sblocco dei pagamenti della PA:


Stando alle risoluzioni approvate ieri in Parlamento, l'aumento delle imposte per i cittadini non risulta agli atti anche perché c'è stata una presa di posizione molto forte di tutti i partiti. Si tratta di indiscrezioni giornalistiche.

Debiti PA, lo Stato paga le imprese: oggi il decreto


È stata approvata all’unanimità dalla Camera prima e dal Senato poi la risoluzione che consente di sbloccare i pagamenti dello Stato, della Pubblica amministrazione, verso le imprese. Ora il governo può emanare il decreto legge per rendere operativo il pagamento dei debiti che ammontano a 90 miliardi di euro a fine 2011. Secondo quanto stabilito dallo stesso esecutivo saranno rimborsate prima le imprese, secondo un ordine di pagamento cronologico, in base alle fatture più vecchie, e poi le banche.

Cosa contiene di preciso la risoluzione che oggi arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri per il varo del decreto legge? Innanzitutto la garanzia di immediata liquidità a Regioni ed Enti locali grazie l'allentamento del patto di stabilità interno che consente l'istituzione dell’apposito fondo per assicurare pagamenti certi liquidi ed esigibili da parte delle amministrazioni locali con le casse vuote o quasi. Per le regioni che utilizzano l'anticipo di cassa sarebbe previsto però l'aumento dell'aliquota addizionale Irpef. In soldoni: tassazione extra per i cittadini in modo da adempiere ai pagamenti. C’è poi l'obbligo per tutte le amministrazioni pubbliche di registrarsi sulla piattaforma web del Tesoro per la gestione online del rilascio delle certificazioni, entro massimo 20 giorni dall'entrata in vigore del decreto, a pena di una multa per i dirigenti di 100 euro per ogni giorno di ritardo.

Quindi per la copertura del provvedimento si ricorrerebbe a un anticipo per il 2013 della maggiorazione dell'addizionale regionale Irpef prevista dal 2014. La bozza prevede che l'aliquota potrebbe crescere fino allo 0,6% al massimo. Un aumento opzionale sì, ma che se venisse applicato da tutte le Regioni comporterebbe, stima la Uil Servizio politiche territoriali, un aggravio di 138 euro medi per contribuente.

Il governo nella bozza di dl intanto conferma l’intenzione di liquidare 20 miliardi di crediti pregressi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014:

"mediante emissioni di titoli di Stato".

I pagamenti dei debiti contratti dagli enti locali:

"sono esclusi dai vincoli del patto di stabilità interno per un importo complessivo di 5.000 milioni di euro".

Secondo l'articolo 1 della bozza di decreto Comuni e Province devono comunicare a mezzo web entro il 30 aprile:


"gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere i pagamenti".

Entro il 15 del mese successivo saranno così:

"individuati, per ciascun ente locale, su base proporzionale, gli importi dei pagamenti da escludere dal patto di stabilità interno".

Sono poi previste delle sanzioni: il responsabile del servizio economico-finanziario e il responsabile del servizio interessato degli enti locali che nel corso dell'esercizio non abbiano effettuato almeno il 90% dei pagamenti andranno incontro a:

"una sanzione pecuniaria, da acquisire al bilancio del medesimo ente, pari a due mensilità del trattamento retributivo al netto degli oneri fiscali".

Gli Enti locali che non possono saldare i debiti maturati al 31 dicembre 2012 per carenza di liquidità possono chiedere al Ministero dell'Interno entro il 31 maggio 2013:

"l'anticipazione di liquidità da destinare ai predetti pagamenti".

Anticipazione che dovrà essere restituita:

"con piano di ammortamento a rate costanti, comprensive di quota capitale e quota interessi, con durata fino a un massimo di 30 anni. La rata annuale scadrà in corrispondenza della data di erogazione dell'anticipazione e non potrà cadere oltre il 30 settembre di ciascun anno".



Il ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli ha precisato che i provvedimenti del governo saldare i debito dello Stato verso le imprese arriveranno a strettissimo giro: un intervento rapido che dovrà comunque permettere di tenere l'indebitamento al 2,9%, come stabilisce l’aggiornamento del Def.

(in aggiornamento)

Foto © Getty Images

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