Sanità: è meglio non ammalarsi, costa troppo!

Il Rapporto sanità 2007 del Ceis, il centro internazionale di studi sull’economia dell’Università Tor Vergata di Roma parla chiaro: un milione di famiglie spende quasi metà reddito per la sanità e altre 350 mila famiglie sono scese sotto la soglia della povertà per lo stesso motivo.
La situazione disegnata dello rapporto del Censis non è pertanto rosea, anzi: situazioni del genere risultano davvero preoccupanti quando una famiglia, per pagare il dentista, le medicine, le visite mediche di routine, finisce per spendere somme superiori al 40% del proprio reddito.

In Italia
Con il prezzo della benzina alle stelle, con l’aumento del costo della spesa e del caro-vita in generale, il settore che più richiede un esborso alle famigli italiane è quello sanitario al punto da far indebitare migliaia di famiglie e farle scendere sotto la soglia di povertà. Chiaramente la situazione non si presenta omogenea in tutta Italia ma vi sono delle differenze tra Nord, Centro e Sud. Proprio il Meridione è quello che più soffre: la condizione di difficoltà si abbatte sul 6,1% delle famiglie molisane per poi salire al 7,7% in Campania, all’8,7% in Sicilia fino a raggiungere il livello massimo in Calabria dove tocca l’11,2%. Più di una famiglia ogni dieci. Stesso discorso se si considera la percentuale delle famiglie che proprio a causa delle spese sanitarie sono scese sotto la soglia di povertà. Nel 2005 è successo allo 0,3% delle famiglie toscane, allo 0,8% di quelle umbre. Nulla a che vedere con il record che anche questa volta va alla Calabria (4,9%) e con i livelli del resto del Mezzogiorno, tutto ben al di sopra del 2%.

Nonostante il Nord abbia la meglio, la situazione si presenta problematica sebbene anche qui a diversi livelli: in Friuli siamo sì allo 0,9% ma l’anno precedente eravamo allo 0,3, così come in Veneto siamo passati dallo 0,7 all’1,3%. Segno che anche nelle regioni più virtuose c’è il rischio di finire al verde se la salute non va e non tutte le prestazioni sono rimborsate.

Le spese che incidono di più
Secondo il rapporto stilato dal Ceis, le spese che mettono di più in crisi gli italiani sono quelle che legate ai disabili ovvero le spese che si devono affrontare quando si ha in casa un disabile. Seguono le cure odontoiatriche mentre al terzo posto le spese per farmaci in generale.

A farne le spese, in ordine, ci sono gli anziani che sono coloro che rischiano di più, in quanto vivono da soli e della sola pensione: l’impoverimento riguarda il 2,9% degli over 65, dato abbastanza stabile rispetto all’anno passato. Cresce invece l’impoverimento per le famiglie con un figlio solo, dallo 0,6 all’1,6%, e per quelle con almeno tre figli, che passa dall’1,1 all’1,9%.

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