Low cost: l’underbooking prende quota

Underbooking Alter ego della già nota pratica dell’overbooking, l’underbooking starebbe, secondo Federconsumatori, prendendo quota. Il fenomeno sarebbe infatti aumentato secondo l’associazione consumatori del 20%-25% rispetto all’anno scorso.

Pratica assolutamente illegale adottata dalle low cost per fronteggiare i costi del carburante, l'underbooking, consiste in un escamotage con cui le compagnie lasciano a terra i loro aerei quando non c’è un numero sufficiente di passeggeri che con i costi del biglietto possa quanto mano pareggiare quelli dell’aereo, in termini di carburante e personale.

Il fenomeno assolutamente illegale può essere sanzionato con il pagamento di penali fino a 600 euro. Rimborsi che vanno ad aggiungersi ai molti altri che possono essere richiesti anche in differenti circostanze: restituzione delle somme pagate per il biglietto, totali o parziali, in caso di forti ritardi o di cancellazione del volo. Per ottenerli, spiega Federconsumatori, bisogna comunicare per raccomandata l'accaduto e chiedere indennizzi e rimborsi entro dieci giorni dal rientro.

I motivi
Se i jet delle compagnie low cost restano a terra con crescente frequenza - comunque più spesso dei vettori di bandiera - è perchè certe ”voci” accessorie dei viaggi a basso costo stanno tradendo le prospettive economiche dei vettori. Si stanno assottigliando i margini di guadagno. Ed allora si infittiscono le cancellazioni.
Le low cost lasciano a terra i loro aerei quando non c’è un numero sufficiente di passeggeri che con i costi del biglietto possa quanto mano pareggiare quelli dell’aereo, in termini di carburante e personale. Questo perché naturalmente pagare l’albergo ai passeggeri conviene rispetto al consumo di litri di kerosene alle stelle. Per quanto riguarda l’equipaggio inoltre il pagamento avviene solo a fronte del servizio.

I diritti di rimborso
Per la Federconsumatori parla il vicepresidente Mauro Zanini, responsabile del servizio Sos Vacanze: «Spieghiamo per prima che cosa succede in caso di overbooking. Il viaggiatore ha diritto a un indennizzo di 250 euro se non trova posto quando dovrebbe volare su una tratta fino a 1500 chilometri, di 400 euro per le altre tratte intercomunitarie e per quelle fra i 1500 e i 3500 km, e di 600 euro per le distanze più lunghe. Oltre a questo gli spettano la sistemazione gratuita su un volo successivo, e due telefonate gratis, e i pasti e l’eventuale ospitalità gratuita in albergo a seconda di quanto si dovrà attendere per il nuovo volo. Se il biglietto, a causa del troppo tempo perso, è diventato inutile, il passeggero ha diritto al rimborso oltre all’indennizzo.

In caso di cancellazione senza preavviso, spettano gli stessi rimborsi e gli stessi indennizzi da 250, 400 o 600 euro proporzionati alle distanze, a meno che la compagnia non possa provare che il problema è stato dovuto a circostanze eccezionali».

E in caso di semplice ritardo, senza cancellazione? «Allora il passeggero ha diritto all’assistenza (pasti eccetera) se il volo è ritardato di 2 o più ore per le tratte inferiori a 1500 km, di 3 o più ore per le tratte intracomunitarie superiori a 1500 km e per tutte le altre comprese tra 1500 e 3500 km, di 4 o più ore per tutte le altre tratte. E se il ritardo supera le 5 ore, a prescindere dalla tratta, il passeggero ha diritto al rimborso del biglietto».

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