Ryanair e le sovvenzione in salsa low cost

Voli low cost Critico sui continui aiuti di stato alla compagnia di bandiera italiana l’amministratore delegato di Ryanair sentienziava così qualche tempo fa: "L'Alitalia è continuamente sovvenzionata dal governo italiano. Questa storia deve finire".

Un’indagine di Panorama svela però alcuni retroscena sul campione irlandese della libera concorrenza. O'Leary e la sua società dei voli a prezzi imbattibili hanno davvero le carte in regola per fare la morale ai concorrenti e per tirare le orecchie all'esecutivo di Roma? Si direbbe proprio di no a giudicare dalle agevolazioni pubbliche e dagli sconti ottenuti grazie a contratti vantaggiosi con le società aeroportuali tenuti gelosamente segreti.

Le condanne

Condannata quattro anni fa dalla Commissione Europea, Ryanair ha dovuto provvedere alla restituzione di parte degli aiuti ricevuti dalla regione vallona per l'aeroporto di Charleroi. L'8 luglio la stessa Commissione è tornata alla carica aprendo un'istruttoria per l'accordo stipulato dalla compagnia irlandese con l'aeroporto slovacco di Bratislava. Ventuno giorni prima era toccato allo scalo tedesco di Frankfurt Hahn, mentre alla fine dell'anno passato sotto la lente era stato posto quello di Alghero su cui anche l'Enac, l'ente italiano per l'aviazione civile, nel frattempo aveva avviato un'inchiesta. E in questi giorni l'italiana AirOne ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro i prezzi superscontati praticati dalla Ryanair.

Irregolarità ad alta quota
I conti non tornano neanche alle autorità francesi. Le Chambres regionales des comtes (Crc), l'equivalente delle sedi periferiche della Corte dei conti italiana, hanno infatti iniziato un’istruttoria sulla società di O'Leary e sui suoi collegamenti in 22 città di provincia, da Carcassonne a Brest, da La Rochelle a Beauvais. Il giornale transalpino Le Figaro dando notizia delle inchieste ha scritto alla fine di luglio che sono state riscontrate "macroscopiche irregolarità".

Clausole di segretezza

Insabbiate sotto clausole di segretezza le presunte irregolarità giacerebbero all’ombra di numerosi aeroporti europei.

Due sono i punti intorno ai quali ruota il rapporto privilegiato e sospetto tra Ryanair e le società aeroportuali: le tariffe per i servizi di handling, cioè quelle operazioni di cui gli aerei hanno bisogno a terra, dal carico e scarico dei bagagli alla pulizia a bordo, al rifornimento di carburante. L'altro punto riguarda i cosiddetti marketing contribution, cioè le somme elargite direttamente dalle società aeroportuali alla compagnia irlandese a titolo di incentivo, con lo scopo ufficiale di invogliare la stessa compagnia a trasportare più viaggiatori possibile.

Alghero in compagnia di uno “straniero”
Ad Alghero il primo contratto tra Sogeaal e Ryanair risale a metà del 2000 con validità 10 anni. Per i servizi di handling prevedeva 250 mila lire a volo, diventati con le note aggiuntive 450 euro per ogni "toccata", cioè per ogni atterraggio e decollo. Le tariffe ufficiali per l'handling approvate dal ministero dei Trasporti sono molto più onerose: 24,79 euro a tonnellata per i voli nazionali e 28,41 euro per gli internazionali. Considerando che, per esempio, un Boeing 737 pesa circa 67 tonnellate, la tariffa ministeriale di riferimento prevede un costo di 1.660 euro per i voli nazionali e di circa 1.900 per gli internazionali, da quasi 4 a 5 volte la tariffa praticata a Ryanair. Il contributo di marketing è commisurato al numero di passeggeri e regolato da clausole minuziose. In media ad Alghero la società aeroportuale ha pagato circa 3,4 milioni di euro all'anno e in cambio Ryanair ha trasportato circa 518 mila persone.
Negli aeroporti pugliesi lo schema di contratto con la compagnia irlandese è simile a quello di Alghero. Per l'handling tra il 2003 e il 2004 la tariffa è salita da 100 a 300 euro mentre le tariffe ministeriali si aggirano intorno ai 1.800 euro. I contributi di marketing, invece, sono passati da 3,50 euro per passeggero a 4 euro e nel caso di Brindisi arrivano addirittura a 5.

I bilanci delle società di gestione dell'aeroporto di Alghero e degli aeroporti pugliesi risultano ovviamente appesantiti sia dalla politica di tariffe superscontate per l'handling sia dai contributi marketing elargiti, al punto che entrambe le aziende sono costrette a ricorrere a periodiche iniezioni di capitale sottoscritte dagli azionisti pubblici con soldi dei contribuenti. Ryanair, invece, proprio grazie a queste tariffe e sovvenzioni riesce a vendere i biglietti a prezzi bassissimi facendo terra bruciata intorno alla concorrenza. Le società aeroportuali sostengono che proprio grazie alla loro politica tariffaria aumenta il traffico e quindi cresce il turismo e ne beneficia l'economia della zona. E probabilmente almeno in parte è vero, anche se manca la controprova. Per i profitti di Ryanair, invece, le controprove non occorrono.

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