Vendere immondizia? Da oggi è cosa buona e giusta.
L’iniziativa “spazzatura” viene inaugurata nel capoluogo del Piemonte dove l’emergenza rifiuti di Napoli sembra aver mobilitato l’opinione pubblica.
Il negozio dei rifiuti
Situato a Moncalieri (To), in via Santa Croce 11/B, il negozio si propone di essere di supporto soprattutto per chi ha difficoltà nel recarsi in discarica per lo smaltimento dell’immondizia. L’iniziativa si deve a Recoplastica, società di recupero piemontese, che in seguito ai numerosi contatti seguiti all’annuncio del punto vendita ha ipotizzato un progetto di franchising, con aperture in tutta Italia. Un’idea che potrebbe avere successo anche a Vedelago (Tv), comune dove si ricicla oltre il 90% dei rifiuti che provengono da un’area in cui vive un milione di abitanti.
Il meccanismo
Una dinamica di incentivo alla raccolta differenziata che premia i più attenti alla tematica del riciclo. Il negozio paga infatti a peso i rifuti differenziati in base alle quotazioni di mercato che variano di settimana in settimana.
Il prezziario si aggira intorno ai:
50 centesimi per un Kg di alluminio
20 centesimi per un Kg di ferro
18 centesimi per il Pet
5 centesimi per la carta.
Lo sviluppo commerciale
Piace a sindaci e cittadini l’iniziativa, da cui si ipotizza già di ricavare un franchising. Intanto apriranno ad ottobre altri due centri a San Gillio e Santena.
Ettoremar
31 ago 2008 - 09:26 - #1Iniziativa lodevolissima! L’idea del franchising, poi, è ottima; spero di vederne presto uno nella mia città, Fano.
cyron29
31 ago 2008 - 20:13 - #2Prima di andare a trasformare le discariche in miniere è certamente meglio non portare in discarica ciò che ha un valore||| Ottima iniziativa, la seguiremo…
Andrea Quaranta
02 set 2008 - 12:35 - #3“L’italiano – diceva Ennio Flaiano – è mosso da un bisogno sfrenato d’ingiustizia”, e – in nome, immagino, di un non meglio precisato e accidioso conservatorismo gattopardesco – tende a lamentarsi di (e opporsi a) tutto, ma anche a non fare nulla di concreto, nei piccoli gesti quotidiani, per migliorare (non solo) l’ambiente…
Sarà difficile fargli cambiare mentalità, e diffondere una cultura diversa da quella del mero tornaconto personale, contingente e irrispettoso delle esigenze di tutto ciò che lo circonda…
Chissà…magari toccarlo nel portafogli (con “incentivi”) sarà il tasto “giusto” per cominciare a “sensibilizzarlo” sulle problematiche ambientali…
Certo, non sarà questa la panacea per la risoluzione del problema rifiuti, che è molto più vasto e non riguarda solo la gestione dei rifiuti urbani…
E, personalmente, sono convinto che il riutilizzo, prima ancora del recupero, sia la strada da perseguire: ma penso che iniziative come questa debbano essere seguite e incoraggiate, proprio perché, inserite in un contesto integrato, rappresentano il contributo che ci si aspetta da ognuno di noi, e perché concorrono a diffondere una cultura ambientale, indispensabile base per costruire, giorno dopo giorno, un mondo migliore.
Andrea Quaranta
http://naturagiuridica.blogspot.com
Andrea Quaranta
09 set 2008 - 10:32 - #4Ribadisco: condivido il progetto Recoplastica, nei termini sopra richiamati, e non si discute della solarità dei partenopei.
Il fatto è che – a prescindere da come è stata gestita la questione napoletana in tutti questi lunghi anni di emergenza – come molti napoletani testimoniano, l’emergenza è tutt’altro che finita.
Semplicemente, non se ne parla più come prima.
Ma non per questo significa che non esista…
Un video girato proprio il primo settembre da Graziella Mazzoni, e pubblicato su You Tube, infatti, mostra una realtà ben diversa da quella idealizzata dalla Recoplastica…
E in un post di qualche giorno prima (28 agosto 2008), apparso su Notecologiche, Marianna, napoletana, nel suo blog sottolinea, con amarezza, che se nessuno ne parla non è emergenza…
Non sono che due delle numerose testimonianze che si possono trovare in rete…
Un’altra, a titolo di esempio, è quella comparsa sul sito di Ecquologia, in cui Michele Buonuomo, presidente della sezione campana di Legambiente, afferma che dire che oggi l’emergenza rifiuti è superata è come se un vigile del fuoco, dopo aver svuotato una casa allagata dicesse che è stato risolto il problema del dissesto idrogeologico in Italia… Quello che si può dire è che c’è stata un’azione straordinaria di pulizia e sicuramente sono state individuate alcune soluzioni che per essere temporanee vanno anche bene, ma guai se confondessimo queste azioni con la soluzione del problema. Serve un approccio ben diverso che richiede un’azione radicale diversa
Quindi: un plauso al progetto, ma non esageriamo con il rappresentare una realtà che non esiste…
E soprattutto, finiamola con i messaggi di occulta propaganda politica che sfruttano l’eco che ha avuto a livello mediatico un progetto condivisibile negli intenti.
http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/09/recoplastica-bene-ma-non-esageriamo.html
giuseppe pagano
15 ott 2008 - 22:08 - #5mi raccomando non dimenticate di aprire un punto recoplastica a MESSINA ;-)
Complimenti per l’iniziativa!!!!
Il Punitore
27 feb 2009 - 15:30 - #6ATTENZIONE QUESTA E’ UNA TRUFFA ORGANIZZATA
I FAMOSI NEGOZI NON ESISTONO
SE VI IMBARCATE IN QUESTO GIRO NON NE USCIRETE MOLTO FELICI
ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE
IL PUNITORE DI MONCALIERI
Geom. Michele Micciantuono
08 apr 2010 - 10:38 - #7A proposito dei R.S.U. e delle famigerate discariche: perchè se ne parla ancora? Sembra che non siano eliminabili queste bombe ecologiche! Ma tutti sappiamo che ciò non è vero; le discariche non servono se non ad arricchire i soliti noti e ad inquinare il terreno. Mi permetto di fare alcune considerazioni storiche sui diversi tentativi, timidissimi, incerti e prudenti, da parte di tutti i ben pensanti amministratoti pubblici e privati per quanto riguarda la RACCOLTA DIFFERENZIATA: Se non si volesse modificare il vecchio sistema di arricchimento e dei traffici, non si poteva agire meglio di come si è fatto: appellarsi alla collaborazione degli utenti, chiedendo loro l’impossibile, quindi ottenere di conseguenza il risultato fallimentare che si è registrato e lasciare le cose come prima. Senza allungarmi in una polemica, forse inutile per i sordi, credo che chiedere all’utenza di differenziare i propri rifiuti in cinque parti, così come si è fatto, è valso il risultato della carente collaborazione alla raccolta differenziata, in barba ai propositi dei fessi che ci hanno creduto. In conclusione, con ciò, voglio comunicare che sono in grado di mettere a disposizione di tutti una proposta progettuale organica che realizza la raccolta differenziata, consente il recupero e la commercializzazione degli scarti, elimina l’uso delle discariche e rende produttivo il settore della gestione dei R.S.U. Chiunque voglia mostrare interesse a questa mia iniziativa, gli basterà contattarmi e riceverà quanto gli serve. Distinti saluti.
immondizia
18 ott 2010 - 13:26 - #8è una truffa! ATTENZIONE