Debiti PA: decreto approvato. Le reazioni

Positiva la reazione dell’Associazione bancaria italiana all’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che sblocca in un anno 40 miliardi a favore delle imprese creditrici dello Stato. Il decreto sui debiti della Pubblica amministrazione, dice il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, risponde all’urgenza del pagamento dei debiti della PA verso le imprese.

Non la pensa così Rete Imprese Italia. Secondo il presidente Carlo Sangalli:

Il provvedimento del Governo dimostra che non si è ancora compreso che il sistema delle imprese del terziario di mercato, dell'artigianato e dell'impresa diffusa è al collasso, considerato che dopo ripetute, pressanti e precise indicazioni, si ignorano i due elementi fondamentali per rispondere alle emergenze delle imprese: immediato sblocco e disponibilità delle risorse e modalità semplificate di accesso.

E ancora:


il provvedimento, infatti, non produrrà alcuno degli effetti auspicati e se non ci saranno interventi del Parlamento ci troveremo a dover affrontare gli stessi problemi da qui a pochi mesi. È grave che il Governo oltre a sottovalutare la sofferenza delle imprese, stremate dal credit crunch, consumi in caduta libera e pressione fiscale da record mondiale, abbia disatteso sia la risoluzione del Parlamento che le istanze che il sistema delle imprese ha più volte sollecitato. Infatti il meccanismo che viene riproposto, a conti fatti, rende quasi impossibile alle imprese il recupero dei crediti. Si fa dunque appello al Parlamento affinché il provvedimento definitivo possa rispondere effettivamente alle esigenze delle Pmi.

Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha precisato che alcune amministrazioni, partendo dai debiti più vecchi:


potranno cominciare a pagare subito dopo la pubblicazione del decreto, che immagino sarà lunedì.

Si tratta dei Comuni che hanno liquidità in cassa, finora inutilizzabile perché bloccata nelle maglie del patto di stabilità. Lo stock di debito della pubblica amministrazione secondo la Cgia è comunque superiore ai 91 miliardi di euro calcolati da Bankitalia. Palazzo Koch ha infatti escluso dal computo i crediti spettanti alle piccole e medie imprese che farebbero lievitare a 120-130 miliardi di euro la cifra complessiva. L’indagine campionaria, precisa la Cgia, è stata condotta solo sulle imprese con più di 20 dipendenti.

Debiti PA: per le imprese pronti 40 miliardi


Nessun aumento delle addizionali Irpef regionali per pagare la prima tranche dei debiti commerciali dello Stato verso decine di migliaia di imprese. I fondi verrano reperiti con l’emissione di titoli di Stato. È quello che precisa l’ultima bozza di decreto legge sul pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, che questa mattina è sul tavolo del Consiglio dei ministri e all’inizio della settimana prossima arriverà in parlamento per la discussione.

Già quest'anno secondo l’ultima versione del decreto che rende operativi i pagamenti saranno restituiti 40 miliardi in tutto alle imprese creditrici. Niente nuove tasse a carico dei cittadini. Nei 12 articoli del testo di decreto si assicura che la copertura finanziaria del provvedimento avverrà tramite l’emissione di titoli del Tesoro, ma si specifica che le Regioni potranno beneficiare dell'anticipo da parte dello Stato delle somme da restituire alle aziende solo presentando un congruo piano di copertura del rimborso e dei corrispettivi interessi.

Ovviamente se dopo un controllo la liquidità richiesta dovesse risultare superiore al necessario sono previste sanzioni. Per quel che riguarda l'impatto del provvedimento sui già disastrati conti pubblici, se il rapporto deficit/pil dovesse superare la soglia del 2,9% i pagamenti potrebbero essere bloccati o si dovranno varare nuove manovre straordinarie. Gli interessi in aumento saranno pagati invece con tagli lineari delle spese rimodulabili dei singoli ministeri.

Si legge nella bozza:

«il ministro dell'economia e delle finanze, previa apposita relazione da inviare al Parlamento o da allegare comunque alla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, può disporre con proprio decreto la rimodulazione per gli anni 2013 e 2014 delle spese autorizzate dal presente provvedimento».

Per gli enti locali:

«l'utilizzo della maggiore anticipazione vincola per i comuni una quota corrispondente delle entrate dell'Imposta municipale propria per l'anno 2013 e per le province una quota dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, per l'anno 2013».

Inoltre per quest’anno l’incremento del limite massimo di ricorso da parte degli enti locali alle anticipazioni di tesoreria viene innalzato da tre a cinque dodicesimi. Rispetto alle precedenti versioni della bozza viene poi anticipato dal 31 maggio al 30 aprile il termine entro cui gli enti locali che non riescono a fronteggiare i pagamenti dei debiti maturati al 31 dicembre 2012 possono fare richiesta di anticipazione delle somme alla Cassa depositi e prestiti. Entro il 15 maggio dovrebbero essere erogati i primi 2 miliardi che saranno gestiti da Comuni e Regioni.

Foto © Getty Images

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