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Rivoluzione a scuola: maestro e libri unici

Pubblicato: 03 set 2008 da Dust

Rivoluzione scolastica Dall’anno prossimo tornerà in cattedra il maestro unico alle elementari. Le novità non si esauriscono qui: i testi scolastici dovranno ”durare” almeno cinque anni. Il provvedimento approvato da Palazzo Chigi non è naturalmente piaciuto agli editori così come ai sindacati.

Maestro unico
Il disegno di legge appena approvato dal Governo e contente disposizioni urgenti in materia di istruzione e università prevede la reintroduzione dell’insegnante unico oltre alle 24 ore settimanali.
La misura rientra tra gli interventi varati dal Governo per una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili. Questa norma è destinata ad aprire un duro confronto con i sindacati, visto che potrebbe costare, secondo una stima del Centro studi per la scuola pubblica, oltre 83mila posti. Ma il ministro ha precisato che sarà un cambiamento soft: “Dall’anno scolastico 2009-2010 sarà introdotto solo nella prima classe del ciclo e quindi entrerà a regime gradualmente” ha spiegato Mariastella Gelmini.

Libri validi per cinque anni
Quanto al caro-libri, su cui è sempre in corso un monitoraggio dell’Antitrust, il decreto-legge prevede che gli organi scolastici adottino libri di testo per i quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo appendici di aggiornamento eventualmente necessarie, da “rendere separatamente disponibili”: l’adozione dei libri di testo avverrà dunque con cadenza quinquennale. Questo provvedimento ha alzato un polverone nell’Associazione Italiana Editori (Aie). Enrico Greco, presidente del Gruppo Editoria scolastica dell’Aie ha letto “con raccapriccio” l’articolo 5 del dl. “Senza nessuna consultazione del settore il ministro Gelmini ha deciso di bloccare per 5 anni le adozioni dei libri di testo, ignorando i costi sociali altissimi che ne deriveranno. Se ne assume ogni responsabilità”.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • 0disse0

    03 set 2008 - 13:17 - #1
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    per lavoro sono “costretto” a comperare libri di frequente, ogni anno spendo circa 800 euro e non sono rimborsabili in quanto sono un impiegato di un’azienda privata oltre a fare il padre di famiglia… aspirante trapezista, per giungere a fine mese. La questione dei libri e’ singolare. Per quanto ne so, i continui aumenti non decretano automaticamente anche un aumento del compenso all’autore, spesso si tratta di arbitrari aumenti che rimpinguano le casse degli editori e il budget destinato a nuovi progetti editoriali o all’incentivazione di nuovi autori sono esigui. Se il problema del costo del libro e’ la stampa, come qualche furbacchione dice: allora adottiamo sistemi come lulu.com: il lettore/studente ha un rapporto diretto con l’autore, scarica il file e stampa quel che vuole. Certo si venderanno meno libri, ovvio, ma che senso ha oggi comperare 25 euro un’edizione praticamente identica a quella di 18 anni fa della Divina Commedia? E i soldi? Vanno agli eredi di Dante? E qualcuno di questi furbi editori, sa spiegarmi come mai un dizionario di latino che ai miei tempi costava 50.000 lire, oggi ne costa 200 euro ? Si e’ evoluta la lingua di Cesare?

  • Profilo di AXE

    AXE

    03 set 2008 - 14:16 - #2
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    finalmente qualcosa si intelligente.

  • mjm editore

    22 set 2008 - 16:19 - #3
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    Libro di Ilaria Rabusin
    Titolo: Ho gettato la spunga

    Al centro di Ho gettato la spugna c’è il tema del giorno: nella scuola elementare vanno bene i moduli con tre o più insegnanti che si suddividono i compiti nelle tre aree fondamentali cioè italiano, matematica, antropologica o è meglio ritornare al maestro prevalente che oggi viene erroneamente chiamato unico?
    Pur scritto ai tempi del governo Prodi, il libro di Ilaria Rabusin sembra anticipare i temi del ministro Gelmini. Quello di Ilaria Rabusin è un libro forte, appassionato e, in certi momenti, graffiante e polemico, scritto da una maestra triestina che lo scorso anno, non appena maturato il diritto alla pensione, ha lasciato la scuola elementare con tanta amarezza dentro e con altrettanta nostalgia per i suoi scolaretti e per il loro vociare continuo come uccelletti nelle albe di primavera.
    Lo sfogo della maestra si apre con il capitolo Confessioni di una vetero maestra chioccia che è la spavalda rivendicazione della figura canzonata e aborrita dall’odierna pedagogia italiana della maestra mamma chioccia e altresì tuttologa, quella che la riforma modulare ha voluto cacciare dalla scuola.
    La prima parte del libro, Riforma dopo riforma, ricostruisce il percorso pluridecennale che ha portato alla macchinosità organizzativa, al burocratismo, alla spersonalizzazione del rapporto educativo che caratterizza oggi la nostra scuola elementare.
    Poi, nella seconda parte intitolata non a caso Dalla parte dei bambini, la maestra Ilaria, rievocando tanti episodi prossimi o remoti della sua carriera, penetra nella mente e nel cuore dei suoi scolari, interpreta i loro bisogni e i loro turbamenti, convinta del principio ereditato da sua madre, maestra, tanti anni fa della scuola Foschiatti che i problemi dei piccoli non sono mai piccoli problemi.
    Compito di una buona maestra, prima ancora di insegnare a leggere, scrivere e far di conto, è di mettersi in sintonia con ciascuno dei bambini che le vengono affidati e di stabilire un rapporto reciproco d’affetto e di fiducia. Altro che schede quotidiane di verifica degli apprendimenti!
    Ho gettato la spugna è un libro che non lascerà indifferenti i suoi lettori, susciterà reazioni di rigetto o convinte adesioni e, come è naturale, molte polemiche. Alcune pagine faranno ridere, altre provocheranno una sincera commozione. Ci sono poi taluni episodi, raccontati con felice vena narrativa, destinati a restare indelebili nella memoria dei lettori.

    Uff. stampa
    mjm editore
    www.mjmeditore.com

  • gianni75

    21 ott 2008 - 17:03 - #4
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    Salve a tutti i lettori di questo blog.
    Riguardo al libro “Ho gettato la spugna” di cui si parla nel commento del 22 sett’08, io l’ho comprato e mi è piaciuto molto. Io ho una bambina di otto anni e giornalmente mi trovo a combattere con le maestre, ad esempio, che pretendono di interrogare anche se non hanno spiegato niente. Mia figlia ha i quaderni di italiano (perchè sono più di uno), completamente bianchi, intonsi…..ne deduco che la maestra se ne frega altamente, direi…..Il libro, dicevo, mi è piaciuto e l’ho consigliato ad alcuni miei amici che hanno bimbi in età scolare. C’è anche un blog che riporta alcuni significativi capitoli del libro. Per chi fosse interessato il blog è http://www.ipupazzivostri.splinder.com/.
    Grazie.

    Gianni

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