Caro libri: qualche rimedio per risparmiare

Con settembre gli studenti ritornano sui banchi di scuola e come ogni anno la storia si ripete: i testi scolastici costano troppo e si parla ancora di caro-libri. Nonostante non siano solo i testi a far lievitare i costi di un anno scolastico (si ricorda ad esempio la spesa per il grembiule, il diario, le penne, i pastelli colorati, il compasso, i quaderni, lo zaino, la cartella e molto altro), a far preoccupare maggiormente le famiglie, però, sembrano essere principalmente i testi scolastici che, con i loro prezzi, risultano essere in effetti l’elemento che più influisce sulla spesa.
Il caro-libri
Secondo i dati dell’organizzazione dei consumatori, le scuole medie in genere non rispettano il tetto di spesa previsto dal ministero (524 euro di costo totale per il triennio): si va dall’8 al 10% di Roma e Bologna (rispettivamente 565,45 e 570,2 euro), fino al 16% in più di Milano (608,82 euro) e al 20% in più di Palermo (629,40 euro). Confrontando i prezzi di quest’anno con il 2007 si calcola, inoltre, un incremento medio del budget per la dote libraria, sia per Palermo che per Milano, del 20%. Anche la maggior parte delle scuole superiori (oltre il 50%) non è riuscita ad adeguare il costo dei testi ai tetti di spesa ministeriale.

Di seguito alcuni trucchi per far fronte al caro-libri:
Usato: il miglior modo per risparmiare sul costo dei libri è quello di non comprarli nuovi ma usati. Solitamente i punti vendita che vendono testi scolastici oltre a venderli nuovi li vendono anche usati e il prezzo è al 50%.
Le grandi opere: controllare se a casa sono già presenti i classici della letteratura, come ad esempio “I Promessi Sposi”, la “Divina Commedia”, “Il Rosso e il Nero”, insomma quei testi che non tramontano mai e che possono essere stati oggetto di studio di fratelli maggiori o addirittura dei genitori.
Le nuove edizioni: spesso la nuova edizione di un testo scolastico costringe gli studenti a comprare volumi nuovi anche da un anno all’altro, solo per piccole modifiche che in realtà non fanno differenza. In questo caso, se un compagno ha comprato l’edizione nuova, conviene fare le fotocopie delle pagine integrate.
E-book: oltre alle fotocopie, per risparmiare sul costo dei volumi è possibile realizzare degli e-book caserecci, da distribuire via cd, internet o chiavetta usb. La nota negativa è che si è costretti a leggere di fronte ad uno schermo, e in caso di bisogno, stampare le pagine che interessano (se sono molte è evidente che il costo dei fogli e dell’inchiostro renderà quasi nullo il risparmio).
Prestito: le scuole acquistano i volumi che servono agli studenti i quali li prendono in prestito a patto di restituirli a fine anno in buone condizioni. Aumentano inoltre gli istituti che incentivano con bonus e buoni sconto i più meritevoli e quelli che permettono il cosiddetto “book crossing”, cioè la pratica di “cedere” i propri libri affinché vengano utilizzati da altri.
Le grandi catene di distribuzione: gli ipermercati offrono degli sconti interessanti sui testi scolastici. Si può risparmiare dal 10 al 20% per i clienti o i possessori di carte fedeltà. Sul sito di Altroconsumo si può consultare la lista completa degli ipermercati che offrono sconti.

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