Piazza Affari vola nonostante «il rischio di contagio dall'Italia»

La Borsa di Milano vola: Piazza Affari chiude in deciso rialzo una seduta in cui l’indice dei maggiori titoli azionari Ftse Mib ha guadagnato il 3,19% a 15.928 punti e l’All-Share il 2,94%, a 16.988 punti. È accaduto che sul mercato del debito, nonostante il nuovo monito all’Italia da parte della Commissione Europea sui conti pubblici, lo spread BTp-Bund decennali tedeschi è sceso ai minimi da marzo, chiudendo a 299 punti base, 10 in meno di ieri, con un tasso del BTp sotto il 4,30%.

Sul nuovo allarme Ue di un rischio di contagio che parta dall’Italia investendo l’Europa, ha prevalso la buona riuscita dell’asta di stamattina sui Bot, con un rendimento del titoli di Stato vicino ai minimi storici. Il Tesoro ha collocato Bot a 3 e 12 mesi per 11 miliardi di euro, con rendimento annuale del titolo obbligazionario al di sotto dell'1%. Il rendimento medio dei Bot a 3 mesi è sceso così al minimo storico dello 0,243%, dallo 0,765% di ottobre 2012; il rendimento medio del titolo a 12 mesi è invece calato dall'1,280% di marzo allo 0,922%.

A trainare i listini milanesi è stato tutto il paniere bancario: in evidenza Monte dei Paschi di Siena, che guadagna il 6,4%, Banco Popolare con un +7,9% e Unicredit, +5,1%. Buona anche la performance di Fiat (+5,3%) sulla base delle nuove prospettive di fusione con Chrisler, mentre Telecom cede lo 0,67%, domani si riunisce il cda. Ma cosa ha detto di preciso la Commissione Europea sul rischio Italia, nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza (Def)? L’esecutivo Ue avverte:

«Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell'area euro resta considerevole se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno di nuovo. L'alto debito italiano, come la perdita di competitività esterna e la sottostante performance produttiva stagnante continuano a essere il principale squilibrio macroeconomico identificato».

Inoltre le banche sono diventate più deboli:


«La resistenza del settore bancario italiano si è seriamente indebolita dalla metà del 2011 minando la capacità delle banche di sostenere l'attivitá economica e gli aggiustamenti»; «la perdita di accesso delle banche italiane al mercato interbancario mondiale a seguito dell'espandersi all'Italia della crisi del debito sovrano dell'eurozona ha accresciuto in modo significativo la dipendenza dal rifinanziamento dell'eurosistema».

Tutto ciò:

«ha aumentato il rischio del credito al settore privato, appesantendo le banche con una larga quantità di crediti in sofferenza».

Nel resto d'Europa i listini sembrano non prendere in considerazione il monito dell'UE e accelerano dopo la partenza a razzo di Wall Street, con lo S&P 500 ai massimi intraday dal 2007, oltre i 1.576,09 punti. La borsa di Madrid chiude così in forte rialzo, del 3,35%; Francoforte guadagna il 2,27%, Parigi l’1,99%, Londra l’1,17%. A spingere in su la Borsa americana c’è l’inaspettato disavanzo fatto registrare dalla bilancia commerciale della Cina a marzo, ma anche quel che emerge da alcuni verbali del Fomc, il braccio esecutivo della Banca centrale Usa, del 19 e 20 marzo scorso, ovvero dati macroeconomici migliori del previsto e la valutata sostenibilità di tassi di interesse bassi in termini di mancati squilibri sul mercato.

(in aggiornamento)

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