Gruppi solidali crescono

GAS Il GAS fa strada, verrebbe da dire guardando i risultati raggiunti nella Capitale!
Il gruppo di acquisto solidale piace alle famiglie che comprando all'ingrosso prodotti alimentari biologici riescono ad ottenere significativi risparmi.

A Roma i Gruppi d’acquisto solidali (Gas) non conoscono crisi economica e raggiungono quota 30. Anzi, si pongono come alternativa alla grande distribuzione, tenendo sotto controllo i costi.

Alla fonte del problema
Considerata la crisi economica e il crescente indebitamento delle famiglie italiane (l’11,1% delle famiglie sarebbe, secondo le rilevazioni, indigente) sembra quasi consequenziale la significativa erosione della quota alimentare registrata nel budget familiare (passata dal 45% nel 1950 al 16-18,% dei giorni nostri).

Spesa comune mezzo gaudio!
Nati a Fidenza nel 1994, i Gas esplodono, soprattutto nel Nord Italia, nel 2008. L’anno del riconoscimento ufficiale come soggetti associativi senza scopo di lucro con una fiscalità di favore. Si tratta di un gruppo di persone che acquista all’ingrosso prodotti alimentari biologici e di uso comune ecocompatibili e di qualità. Presi i contatti con i produttori, i componenti raccolgono gli ordini, acquistano e settimanalmente si incontrano per la distribuzione. Un sinonimo di scelta e impegno giovane, perché l’età media dei «gasisti» è 40 anni. «Un gruppo d’acquisto è solidale perché utilizza come criterio guida nella scelta dei prodotti il concetto di solidarietà, che parte dai membri del gruppo per estendersi ai piccoli produttori», ricorda Andrea Guerrizio, operatore della Caritas diocesana che ha dato vita 6 anni fa a un gruppo d’acquisto. «Scegliamo di rimanere una realtà piccola per fare della spesa un momento di incontro e di confronto».

Nella rete nazionale dei Gas (www.retegas.org) ci sono anche esperienze parrocchiali. Come quella di San Giuliano sulla via Cassia, 40 famiglie che si incontrano il sabato mattina sul piazzale della chiesa per la distribuzione degli alimenti. «Nato l’anno scorso da laici impegnati nel commercio equo e solidale - spiega il referente Massimiliano Mascoli - è un servizio al territorio, perché essere cristiani significa operare scelte quotidiane, anche negli acquisti». Il neonato Gas Provvidenza della parrocchia San Gaetano, sulla Flaminia, punta a divenire anche produttore grazie all’ortocultura di alcuni «gasisti» e dei padri teatini. «Da una parte abbiamo i consumatori critici che cercano prodotti biologici e etici - sottolinea il parroco, padre Mariano Palumbo -, dall’altra i piccoli produttori che faticavano a trovare un mercato. E, allora, facciamoli incontrare!».

I Gruppi Familiari
Promuove invece gruppi di acquisto familiari (Gaf) l’Associazione Famiglie Numerose. Dieci-quindici famiglie acquistano alla filiera corta beni alimentari e per l’infanzia, piccoli e grandi elettrodomestici secondo i listini dei prezzi pubblicati sul sito www.famiglienumerose.org. «È diventata una necessità. La grande distribuzione, il sottocosto non bastano - afferma Giuseppe Guarino, responsabile dei Gaf -. Abbiamo iniziato con i pannolini, poi il latte in polvere, 1.000 macchine per fare in casa 1 chilo di pane a 50 centesimi di euro». Essere in tanti comporta uno stile di vita diverso. «Condividendo - racconta Gianluca Tiranti, un genitore di Roma - si rinuncia a qualcosa senza fatica. La sobrietà diventa una ricchezza e una speranza».

  • shares
  • +1
  • Mail