Europeana: il sapere universale a misura di Web

Europeana La Biblioteca di Babele sbarca in rete. Dopo il tentativo fallimentare di Microsoft di replicare la biblioteca di Alessandria in versione digitale, l'Unione europea lancia la sfida ai grandi dell'informatica, Google in testa, riunendo in un unico portale il sapere custodito dalle biblioteche di tutta Europa. Sarà principalmente finanziata dall'Unione Europea, nell'arco 2009-2011 per l'80% dei 2 milioni di euro annuali necessari. Gli Stati membri e le istituzioni culturali pagheranno il resto.
Europeana, si chiama così la biblioteca online di Bruxelles, liberamente accessibile a studenti, ricercatori, professori e semplici amanti di letteratura e arte. Perché Europeana non conterrà solo libri, ma anche musica e quadri. Una vera e propria sfida al mastondontico progetto di Google di raccogliere tutto il sapere dell'umanità.

Debuttano in questi giorni in rete i primi due milioni di opere, tra cui la Divina Commedia, i manoscritti e le registrazioni di Beethoven, Mozart, i quadri di Vermeer, la Magna Carta e le immagini della caduta del muro di Berlino. Ma anche opere altrimenti introvabili, perché custodite in diversi musei del Vecchio Contiente. Come il Codice Sinaitico, antichissima traduzione in greco dell'Antico e del Nuovo Testamento oggi sparpagliato in quattro diverse bilbioteche: ebbene per la prima volta sarà liberamente consultabile nella sua versione integrale.

L'obiettivo è di arrivare a 10 milioni di opere entro il 2010. Significherebbe superare Google Book Search, lanciato nel 2004, che oggi conta circa 7 milioni di volumi più una vasta serie di cause per la violazione dei diritti d'autore. Ma la Ue vorrebbe aggirare l'ostacolo ottenendo il copyright dagli enti e dagli istituti europei che lo hanno già acquistato per sé. E il compito più arduo sarà proprio la digitalizzazione dei testi, un'impresa che portò la Microsoft ad abbandonare il suo progetto di biblioteca alessandrina in formato Pdf lanciato nel 2006. In un anno e mezzo il colosso di Bill Gates aveva importato in formato elettronico solo 750.000 volumi.

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