Turismo dentale: le cure al tempo della crisi


A causa della perdurante crisi economica 9 milioni di persone in Italia non possono più andare dal medico per curare disturbi di piccola e media entità. Il portafogli piange e si è costretti a risparmiare anche sulla propria salute, a cominciare dal dentista. Secondo il Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria ormai una famiglia italiana su tre non può più permettersi di portare il figlio dal dentista, con la conseguenza che due milioni di bambini non possono ricevere le necessarie cure.

L’Andi (l’Associazione nazionale dentisti italiani) osserva come per mancanza di risorse ci sia stata un vera e propria fuga dei pazienti, con un calo del 40% nel 2013, rispetto a 3-4 anni fa, per gli interventi di implantologia (dentiere, protesi e così via). Si corre dal dentista solo per le vere emergenze insomma. Per il resto si rinvia tutto a tempi migliori o si cercano cure low cost, con il turismo dentale nei paesi dell’Est Europa che, quello sì, non conosce crisi. Negli ultimi 6-7 anni la crescita del flusso di pazienti che si recano presso studi odontoiatrici in Ungheria piuttosto che in Croazia, Polonia o Moldavia, è stata esponenziale. Oggi si parla di un giro d’affari da 50 miliardi di euro all’anno con utenti che accorrono dall'Italia, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Scandinavia.

Si può legare l’utile al dilettevole, le cure alla vacanza: spesso le aziende del settore nella tariffa del dentista fanno rientrare l’abbonamento dei mezzi pubblici, un giro turistico per la città, l’aiuto di un interprete madrelingua, come avviene a Budapest. Quali sono i rischi? già nel 2006, quando il fenomeno era agli albori, l’Associazione nazionale dentisti italiani mise in guardia, in termini di professionalità e preparazione, dal sottoporsi a cure dentali a basso costo all’estero. Dall’Ungheria così come da altri Stati dell’UE si ricorda che i medici sono obbligati comunque a seguire i protocolli stabiliti dalle istituzioni europee e validi per tutti gli altri Paesi. Certo bisogna orientarsi nella selva di offerte che, ovviamente anche online, pubblicizzano questo o quel policlinico magari privilegiando appunto i Paesi dell’Unione Europea le cui procedure di controllo e verifica sono standard.

Di recente al Bit di Milano c’erano, tra gli altri, gli stand di due grosse aziende del settore. L’ungherese Kreativ Dental e la croata Rident. La prima, creata nel 1996, e auto definitasi fondatrice del turismo dentale cura oggi 4mila pazienti all’anno e assicura risparmi sulle cure dal 50 al 70% rispetto a quanto si paga n Italia. Come è possibile? La risposta offerta è che qui il costo dei medici e del resto del personale altamente qualificato è molto più basso che altrove. Per fare un esempio presso la Kreative un impianto alpha-bio costa 515 euro, una dentatura completa 500 euro. Impianti garantiti vita natural durante, in caso di controlli e comportamenti in linea con le prescrizioni mediche. Se poi il lavoro venisse a costare almeno 1800 euro, nel prezzo delle cure oltre ai mezzi pubblici, al taxi, al giro per la città, c’è anche il rimborso dell’aereo e una notte in un albergo convenzionato. Tutto compreso.

L’azienda croata Rident con sede a Rijeka (Fiume in italiano) garantisce parimenti un risparmio del 50% e più sugli impianti, assicurando competenza e professionalità. La struttura può contare su 24 odontoiatri, 2 dottori specialisti in ortodonzia, 3 in chirurgia orale, implantologia e parodontologia, 2 tecnici sanitari in radiologia, 30 infermieri e una cinquantina d’odontotecnici. Tutti i medici sono iscritti nell’Albo professionale degli odontoiatri del Paese e operano nella sanità pubblica.

© Foto Getty Images

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