Revolving, attenzione alla fuga di capitali

Carte revolving Acquistare oggi per pagare domani, una soluzione comoda ma rischiosa per chi sia a corto di liquidità. Le carte revolving sono uno strumento molto gettonato in periodi come quello natalizio offrendo alcuni significativi vantaggi rispetto ai prestiti finalizzati. Tra i “pro”, oltre all’evidente comodità di poter aver subito a disposizione della liquidità, anche la semplificazione amministrativa. Non sono infatti richiesti moduli o informazioni sugli acquisti che si intende effettuare. Molti istituti inoltre permettono ai propri clienti di scegliersi il valore della rata mensile.

Ancora scarsamente diffuse in Italia (a volte sono "ad opzione" cioè la carta prevede sia il rimborso a saldo che quello dilazionato), stando alle rilevazioni Abi, le carte di questo tipo circolanti in Italia sarebbero 4,3 milioni, a fronte dei 29 milioni di carte di debito.

Il giro d’affari
Non c'è da stupirsi, quindi se per Visa, uno dei principali circuiti di pagamento, valgono il 2% di tutte le transazioni con carta effettuate in Italia. In base ai dati dell'Osservatorio Assofin sul credito al consumo, il valore delle operazioni con carte revolving nei primi dieci mesi dell'anno è stato pari a 8,1 miliardi di euro (in crescita del 7,4% sul 2007) a fronte dei 18,2 miliardi dei prestiti personali e dei 20 miliardi dei prestiti finalizzati.

I caveat
Prima della strisciata è opportuno conoscere a fondo tutte le caratteristiche di questi strumenti di pagamento, perché a differenza delle carte di debito o di quelle di credito a saldo (il cui rimborso delle spese del mese in media avviene il 10-15 del mese successivo in un'unica soluzione), con le revolving si entra nel settore del credito al consumo. Le carte revolving, in particolare, si distinguono per un tasso di interesse applicato alle somme dilazionate mediamente più alto di quello dei prestiti personali o di quelli finalizzati.

Pagare interessi del 17-20 per cento non è affatto inconsueto e se si tiene conto che le modalità di rimborso standard prevedono in genere una rata molto contenuta, pari al 4-5% dell'importo mensile del saldo o del fido concordato, ciò significa ritrovarsi alla fine dell'operazione avendo rimborsato un importo decisamente superiore al costo del bene che si è acquistato. È opportuno, quindi, leggere bene le condizioni contrattuali prima di utilizzarle.

Per bilanciare benefici e costi determinati dal tasso di interesse, però, è opportuno ridurre il più possibile il numero di rate. Quindi meglio scegliere una carta che consente di variare l'importo del rimborso mensile fino ad arrivare anche al 100 per cento del saldo o del fido concesso. Così l'acquisto fatto, volendo, lo si paga anche in soli 3-4 mesi, usufruendo dei vantaggi del pagamento rateale e al contempo limitando gli effetti del tasso di interesse.

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