Farmaci al supermercato: ancora non ci siamo, Ministro Turco!

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Basta un poco di zucchero e la pillola va giù...

Del libero mercato dei farmaci ne abbiamo già parlato in due post ricordate? (post 1 e post 2)

Siamo praticamente un paese di farmaco-dipendenti, abituati ad andare dal dottorino solo che ci fa male un unghia. Prendiamo farmaci per mangiare, farmaci per dormire, farmaci per far sesso, farmaci per non pensare e poi...

Poi ci lamentiamo che i farmaci costano troppo e che gli sconti non vengono applicati ma quando viene il momento di decidere se dare o meno un calcio all'oligopolio delle farmacie e ci chiedono cosa ne pensiamo ecco il risultato:

La maggioranza degli italiani é contraria alla vendita di medicinali - quelli non soggetti a obbligo di ricetta medica - al di fuori del circuito delle farmacie. Lo dice una ricerca commissionata dalla Federfarma, che raggruppa i titolari di farmacia del Paese, e presentata nel corso della fiera internazionale Cosmofarma 2006. Alla domanda, con risposta secca di un "si'" o di un "no", sulla liberalizzazione del canale di vendita per questo tipo di medicinali, il 60,6% del campione intervistato ha risposto negativamente. Le motivazioni sono diverse ma a prevalere sono due in particolare: perché i medicinali non sono beni di consumo (55,2%) e perché tale soluzione potrebbe comportare un uso improprio di farmaci (42,7%).

A parte la fonte di provenienza del sondaggio una domanda sorge spontanea: di che cosa abbiamo paura?

Fa senz'altro discutere il "no" del neo Ministro alla Salute Livia Turco che poi alle prime lamentele ha subito ritrattato.

Restano perplessi il Codacons e il Movimento in Difesa del Cittadino.

"Pur prendendo atto della frenata nell’opposizione alla vendita dei farmaci nella grande distribuzione, le dichiarazioni di oggi ci lasciano perplessi e preoccupati per l'abolizione di aree di privilegio anticoncorrenza come rappresentato dai 16.000 farmacisti italiani che assurdamente si dividono miliardi di euro e profitti inaccettabili, è nel programma di Prodi e il programma deve essere attuato e rispettato".

Per dire basta al "monopolio delle farmacie", garantire la "concorrenza tra i distributori di farmaci" e abbassare i prezzi, l'on. Donatella Poretti, Rosa nel Pugno, ha depositato alla Camera un progetto di legge per la liberalizzazione della vendita dei farmaci senza ricetta (Sop) e da banco (Otc).

La proposta, é stata formulata in collaborazione con l'associazione Aduc, tra gli obiettivi principali, la trasparenza dei prezzi, maggiore reperibilità del farmaco, abbattimento dei costi.

Nel frattempo però l'onorevole Turco, in una nota, corregge le notizie apparse sulla stampa che la vogliono contraria alla vendita di farmaci da banco nei supermercati, e annuncia, per affrontare la questione, un tavolo congiunto con il ministro dello Sviluppo economico, le associazioni di consumatori e tutti gli attori del sistema farmaceutico.

"Non sappiamo cosa abbia fatto cambiare opinione al ministro Turco - rincara l'Aduc - ma ne siamo lieti per i consumatori, per il mercato e per i produttori: tutti non potranno che trarne giovamento. Ma siccome non siamo nati ieri, diffidiamo sempre di un politico di governo che, a fronte di un problema semplice semplice come quello di cui stiamo trattando, non trova di meglio che proporre una commissione per studiare la questione; in cui chiama tutti i presunti attori, che dovrebbero anche sentirsi gratificati del farne parte, ma che, innegabilmente, sposta la soluzione (ripetiamo: semplice semplice) in tempi indefiniti."

Insomma la pillola addolcita del Ministro Turco proprio fa una fatica bestia ad andare giù!

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