La Crisi dà i numeri

Numeri della crisi Il valzer delle cifre si apre con l'indice di inflazione che segna un aumento di 2,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, per proseguire con le drammatiche prospettive di crollo del Pil. Le previsioni della Banca d'Italia infatti annunciano un tracollo di 2 punti percentuali del Prodotto Interno Lordo, che dovrebbe trascinare il nostro Paese in un periodo di recessione.

La marcia funebre dei conti italiani è però intervallata da qualche piccola nota positiva: la BCE ha infatti appena tagliato i tassi di 0,5 punti percentuali. La buona notizia riguarderà quanti si trovino a dover onorare finanziamenti o mutui, sui cui graverà un costo del denaro del 2%.

Settore auto in forte rallentamento
Non sembra passarsela bene anche il comparto auto che registra in tutta Europa dei forti ribassi in vendite e produzione. In Italia la contrazione è stata del 13,3% nel mese e del 13,4% nel cumulato da inizio anno. Fiat Group, tuttavia, ha migliorato, nel 2008, la propria quota di mercato nell'area EU15 + EFTA, conquistando 0,4 punti in dicembre (8% vs 7,6%) e portandosi dall'8,1% all'8,3% nell'anno.

Anche il lavoro nel tunnel
Sul fronte del lavoro invece aumenta la percentuale di disoccupati. Dopo i dati allarmanti divulgati dal dipartimento del Lavoro statunitense anche in Italia si registrano i primi “scossoni”. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la disoccupazione a settembre si è mantenuta stabile al 6,7% rispetto al mese precedente ma e' aumentata dello 0,5% rispetto all'anno prima.

E le imprese?
Nonostante i 4 miliardi promessi dal governo, e giudicati insufficienti da Confindustria, la produzione industriale è crollata del 6% nell'ultimo trimestre, scendendo del 4% in media d'anno: "uno dei peggiori risultati del secondo dopoguerra", con un calo "simile alla crisi del 1974/1975". Arretrano le esportazioni (meno 1,6% nel terzo trimestre). Flettono gli investimenti delle imprese (meno 2%). Cedono i consumi delle famiglie (meno 0,7%). Al netto dell'inflazione, "il reddito disponibile reale si è ridotto". Peggiora la competitività del sistema (il costo del lavoro per unità di prodotto aumenta del 5,4%). Su queste basi, le previsioni per il 2009 sono "fortemente peggiorate": la recessione si accentuerà, e la crescita subirà una caduta del 2%.

La crisi nel cuore
Come se non bastasse la crisi sembra entrare oltre che in ufficio anche nel letto degli italiani: i pensieri economici assillano l’uomo italiano che assiste al crollo persino del desiderio fisico…

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