“Open source” quali opportunità di business?

Open source Chi l’ha detto che tecnologie e software non proprietari non abbraccino un modello di business? Alzi la mano chi non ha mai pensato che l’open source sia una sorta di fai-da-te lontano da logiche commerciali.
Esiste invece un’economia piuttosto vivace anche se sotterranea al mondo “open”, ce lo spiega bene Apogeoonline che compie un’analisi accurata del popolo di professionisti, consulenti e programmatori gravitanti intorno a questo mondo.

Certo sono alieni alle logiche commerciali che animano le software house l’uso non esclusivo e proprietario del software, l’assenza dei costi di licenza o la mancanza, in senso tradizionale, di strutture aziendali. Ciò non toglie che si possano sviluppare dinamiche di profitto soddisfacenti.

Il mondo dei servizi
Sono due i segmenti di business principali legati alla sfera dei servizi:


  • la distribuzione e il relativo supporto. I distributori vendono copie di software libero e/o open source, fornendo anche un bagaglio di conoscenze tecniche lontane dall’utente medio. Vengono in pratica forniti accanto alle distribuzione dei prodotti, una serie di prodotti e servizi di supporto post vendita (è il caso di aziende come Red Hat, Turbo Linux, Mandriva Linux che fondano il loro business fondamentalmente sulla vendita al pubblico di un pacchetto completo pronto da installare contenente, oltre al kernel, un insieme di utility per meglio sfruttare il prodotto).
  • Altre aziende invece ricorrono ai servizi di assistenza del tipo “supporto tecnico”, personalizzazione del software, formazione su un prodotto e correzione di bug a pagamento. Le imprese che appartengono a questo settore basano il loro modello commerciale prevalentemente o esclusivamente sul supporto tecnico, partecipando nel contempo allo sviluppo di alcuni progetti open source, tipicamente quelli che più interessano al loro business.

Consulenza preziosa

Inutile dire che in questo settore ha un’importanza primaria la consulenza professionale.
Nell’ambito dei servizi orientati alla qualità del software o certificativi in ambito open esiste un ente di certificazione delle conoscenze, il Linux Professional Institute che promuove e certifica le competenze necessarie all’uso di Linux e delle tecnologie open source in ambito professionale.

Dal driver ai manuali

Da non dimenticare che i produttori di hardware per far funzionare le proprie schede utilizzano sempre con maggiore incisività prodotti open, dal sistema operativo Linux agli ambienti di sviluppo. Questo apre al mondo “open” una bella fetta di mercato. Molti ricorrono al software per far funzionare l’hardware: esistono intere distribuzioni di Linux per hardware dedicato o moduli software per interfacce dedicate, per esempio il Bios.

Aspetto non secondario quello della documentazione. Dai manuali, ai libri, passando per le riviste, i servizi di news, il materiale informativa ingenera un buon giro di affari. La caratteristica di queste aziende è che in genere non partecipano direttamente allo sviluppo dei prodotti, ma offrono un supporto documentativo e mediatico all’intero sistema.

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