E' crisi economica anche in condominio

Condominio Arretrati di pagamento e messa in mora, la crisi degli italiani inizia proprio in condominio.
Secondo i recenti dati dell’Anammi, l’associazione degli amministratori di immobili, circa il 20% dei residenti in condominio non paga le quote periodiche, rischiando il pignoramento. I condòmini con sempre maggiore frequenza scelgono di non pagare le quote mensili per l’immobile dando la priorità ad altre spese domestiche, come il mutuo e le bollette, considerate più urgenti di quelle condominiali.

Se in tempi non sospetti la percentuale di morosi rilevata dall’associazione si aggira intorno al 10%,
la quota in momenti di ristrettezze economiche raddoppia.

A rischio pignoramento
La questione infatti colpisce anche chi paga normalmente: le spese condominiali servono alla normale manutenzione dell’edificio che, di conseguenza, non può essere ottemperata in tutte le sue componenti. Di fronte alla morosità, la norma è chiara: prima la messa in mora, poi il decreto ingiuntivo e, se non si ottiene nulla, l’atto di precetto. In ultima istanza, il pignoramento, mobiliare e immobiliare.


La gestione ottimale della crisi

In tempi di crisi, l’Anammi propone alcuni accorgimenti. Innanzitutto, occhio al bilancio preventivo, per evitare sorprese. A chi ha problemi economici consiglia di parlare chiaro all’amministratore. E per quanto riguarda la determinazione delle spese, è controproducente risparmiare sulla manutenzione ordinaria, perché si finisce con il pagare di più in caso di guasto o, peggio, si rischia l’incidente. In tal senso, l’Associazione invita a sensibilizzare i condòmini sul corretto utilizzo degli spazi comuni. Se nessuno imbratta i corridoi o sporca i pavimenti, sarà più facile evitare spese aggiuntive per il decoro.

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