Sfratti: il blocco continua

Blocco sfratti A dare i numeri questa volta è il Ministero delle infrastrutture, secondo cui sarebbero 2.889 gli sfratti bloccati in tutta Italia, concentrati per la gran parte in non più di 10 Comuni.
Si tratta del 23esimo blocco dalla legge sull’equo canone del 1978.

Il Senato ha però rinnovato il blocco per 849 Comuni: in pratica, un Comune bloccato per ogni tre sfratti in essere! Ad aggravare la già spinosa questione, secondo il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ci sarebbero le nuove regole messe in atto dall’attuale Governo.
Il provvedimento di blocco varato in questa legislatura addirittura peggiore di quello varato dal Governo Prodi l’ anno scorso: le agevolazioni fiscali per i proprietari sono infatti state limitate ai soli Comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste e ai Comuni ad alta tensione abitativa con essi confinanti.

È vero che oggi ci sono dei problemi locativi, ma bisogna ammettere che se nessuno in questi momenti compera un appartamento per locarlo, è perché a chi dà in affitto rimane ben poco: il 50 / 60 per cento del canone se ne va subito in imposizione erariale e locale e il resto in manutenzioni, amministrazione, contribuzioni ai Consorzi di bonifica, senza contare gli imprevisti: morosità e ripristino dell’immobile, perché sempre più spesso gli inquilini lasciano gli appartamenti in condizioni spesso disastrose.

Legge sotto la lente
Il provvedimento che congela gli sfratti è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 246 del 20 ottobre.
Si tratta di un decreto-legge che contiene soltanto due articoli e che stabilisce una proroga al 30 giugno 2009 per la sospensione degli sfratti.
Nel decreto legge viene, anche, confermato che i proprietari delle relative abitazioni continueranno a beneficiare fino alla stessa data delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente in materia.

Vediamo in breve cosa prevede la legge:


  • Tipologia sfratti: solo quelli per finita locazione riguardanti immobili abitativi.

  • Durata: fino al 30.6.2009.

  • Inquilini: con “reddito annuo lordo complessivo familiare” inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni o malati terminali oportatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento e che non siano “in possesso” di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. Alle stesse condizioni di reddito e di non possidenza, la sospensione si applica per nuclei familiari con figli fiscalmente a carico.

  • Comuni: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste, nonché Comuni ad alta tensione abitativa con essi confinanti. L’elenco dei Comuni interessati è allegato alla presente notizia.

  • Documentazione: la sospensione dell'esecuzione scatta in concreto a seguito della pre-sentazione “alla cancelleria del Giudice procedente” o all’Ufficiale giudi-ziario procedente dell’autocertificazione redatta con le modalità di cui agli artt. 21 e 38 del d.p.r. n. 445/2000 attestante la sussistenza dei singoli requisiti richiesti e sufficienti.

  • Contestazione: il proprietario può contestare la sussistenza in capo al conduttore dei requisiti richiesti per la sospensione dell'esecuzione tramite ricorso al competente Giudice dell'esecuzione, che deciderà con decreto, avverso il quale potrà proporsi opposizione al Tribunale collegiale.

  • Canone: il conduttore, per tutto il periodo della sospensione, deve corrispondere al locatore - oltre all'Istat e agli oneri accessori - un canone aumentato del 20% (che non esime lo stesso dal risarcimento dell'eventuale mag-gior danno) e decade dalla sospensione in caso di morosità, salvo sanatoria avanti il Giudice.

  • Proprietari: il proprietario può evitare la sospensione dimostrando - sempre tramite specifico ricorso al competente Giudice dell'esecuzione, che deciderà con decreto avverso il quale potrà proporsi opposizione al Tribunale collegiale - di trovarsi nelle stesse condizioni richieste all’inquilino per ottenere la sospensione o nelle condizioni di “necessità sopraggiunta dell'abitazione”.

  • Benefìci fiscali: nel periodo di sospensione, i canoni percepiti dai proprietari interessati non sono imponibili ai fini delle imposte dirette.
  • shares
  • +1
  • Mail