Il come e quando del bonus rottamazione

Bonus rottamazione Una bussola al bonus targata Agenzia delle Entrate. I chiarimenti riguardano le agevolazioni predisposte per il teleriscaldamento e la rottamazione auto. Una recente Circolare dell’Agenzia delle Entrate fa luce su alcuni aspetti interpretativi relativi alla fruizione del credito d’imposta per le aziende coinvolte in entrambe i casi.
Viene infatti stabilito che il tetto di 250mila euro annui per il credito di imposta da rivendicare in dichiarazione non comprenda alcune tipologie di sconti fiscali. Nello specifico vengono esclusi dal massimale i crediti d’imposta in cui i soggetti che si avvalgono in compensazione dell’incentivo non costituiscono i veri destinatari della misura agevolativa (ossia i concessionari nel caso del bonus rottamazione).

Quale incentivo per il Teleriscaldamento?
Sebbene l’agenzia delle Entrate si fosse già espressa relativamente al bonus diretto a favore dei gestori del teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, arriva un ulteriore chiarimento per quanti intendano applicare l’incentivo.
La circolare 95/2001 interviene a precisare infatti che, per il fornitore di energia, il credito d’imposta costituisce un vero e proprio credito nei confronti dell’erario e non un’agevolazione concessa a fronte di un onere sostenuto.

Nel medesimo documento, inoltre, è stato ribadito che l’eventuale credito residuo, oltre che utilizzato in compensazione, può anche essere chiesto a rimborso nella dichiarazione dei redditi.
Con questa norma interpretativa in il governo intende dunque evitare di danneggiare gli operatori economici, che si trovino ad anticipare il contributo ai consumatori attraverso la riduzione del prezzo di vendita del bene o del servizio a essi destinato.

Il meccanismo del bonus rottamazione
Il credito d’imposta predisposto per la rottamazione e sostituzione dell’auto prevede la concessione di contributi a vantaggio dei clienti finali, tramite riduzione sul prezzo di acquisto dal concessionario, purché , naturalmente, il veicolo nuovo rispetti gli eco-standard più elevati. All’acquirente del mezzo è dunque riconosciuto un contributo da parte del venditore, il quale poi riottiene la somma dalla società costruttrice o importatrice del veicolo nuovo; quest’ultima, a sua volta, recupera il contributo sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.

Ne consegue che l’uso in compensazione delle somme equivalenti agli sconti praticati ai consumatori finali costituisce, per gli operatori economici, un vero e proprio rimborso di contributi anticipati per conto dello Stato. In pratica, il contributo, anticipato dal concessionario - ovvero dal centro autorizzato che ha effettuato la rottamazione nel caso di semplice demolizione - viene da questi recuperato attraverso il meccanismo fiscale del credito d’imposta.

I crediti coinvolti
Le principali misure agevolative cui si fa riferimento nella circolare sono gli incentivi diretti agli autoveicoli alimentati a metano o a gas di petrolio liquefatto (ex decreto legge 324/1997), le agevolazioni poste a favore dei gestori di reti di teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, il contributo per l’acquisto delle autoambulanze e dei mezzi antincendio da parte di associazioni di volontariato e organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo 20 del decreto legge 269/2003), nonché gli interventi succedutisi nel tempo per la rottamazione o l’acquisto di veicoli.
Viene inoltre ricordato che il tetto annuale di 250mila euro può essere superato da altri specifici bonus agevolativi. Resta salva, infine, la possibilità che l’importo non utilizzato in un determinato anno, in quanto eccedente la soglia annuale di 250mila euro, è riportabile in avanti anche oltre il limite temporale eventualmente previsto dalle singole leggi istitutive e, comunque, è compensabile per l’intero importo residuo a partire dal terzo anno successivo a quello in cui si genera l’eccedenza.

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