Autovelox, chi ci guadagna davvero?

Autovelox L'inchiesta riguarda la municipalità di Firenze ma non si può escludere che non sia un problema diffuso nei comuni di tutta Italia.

La corte dei conti starebbe infatti passando a setaccio le spese comunali legate all'installazione e manutenzione degli autovelox, installati in ogni angolo della rete stradale dagli enti locali. L´obiettivo di questa maxi istruttoria, alla quale collabora massicciamente la polizia stradale e che è coordinata con le procure delle repubblica in Toscana, punta a verificare se la pubblica amministrazione sperperi soldi nella gestione degli autovelox.

Il paradosso è che pur essendo fonte di prodigiose entrate la gestione di questi dispositivi può rivelarsi controproducente e persino dannosa per lo stesso Comune.

In particolare - sostiene il procuratore della corte dei conti Claudio Galtieri - ciò può avvenire quando la gestione del servizio, appaltata ad un soggetto esterno, rende troppo a quest´ultimo e costa troppo all´amministrazione in conseguenza delle clausole contrattuali (può succedere quando il corrispettivo pagato al gestore privato è in relazione al numero delle multe elevate). Inoltre la procura contabile vuole verificare che gli introiti delle multe elevate con gli autovelox siano correttamente destinati alla sicurezza e manutenzione stradale, e non distratti verso altre finalità. Anche in questo caso si accerterebbe un danno all´erario che amministratori e dirigenti degli enti locali interessati sarebbero chiamati a risarcire.

Verifiche a tappeto
L´istruttoria in corso ha previsto la mappatura delle strade dove si trovano gli autovelox, verificando le autorizzazioni pr e la gestione. Il lavoro della polstrada parte dalle aziende che realizzano gli autovelox e risale fino agli enti locali e alle eventuali società private che gestiscono i misuratori di velocità delle auto.

  • shares
  • +1
  • Mail