L'Inpdap e la pensione dimezzata

Pensioni Inpdap Cattive notizie per i pensionati Inpdap, che con il nuovo anno si sono visti decuratere le pensioni.
L’allarme sembrerebbe partito proprio dal Web. Il passaparola in rete ha alimentato preoccupazioni subito rimbalzate tra blog e siti d’informazione.

Dove sono finite le pensioni?

La storia inizia circa un anno fa, con il varo della scorsa finanziaria 2008 che prevede che i pensionati dichiarino ogni anno le detrazioni d’imposta per i familiari a carico. In questo modo è possibile aggiornare le banche dati dell’Inpdap, l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti pubblici, con le variazioni nel nucleo familiare. Per esempio, un figlio a carico al 50 per cento può permettere una detrazione di 600 euro l’anno: un vantaggio che non spetta più se, invece, il genitore vive ormai da solo. L’Inpdap ha inviato una comunicazione lo scorso febbraio con la richiesta di aggiornare la propria posizione. Un’altra è stata spedita a novembre. E su 700mila persone interessate hanno risposto 440mila. Questo mese, alla fine, è scattato il conguaglio. E per molti è stato una sorpresa.

Conguaglio disinformato

Il problema è sorto per quanti non abbiano inviato nessuna comunicazione. A questi soggeti sono infatti state eliminate automaticamente le detrazioni. Inoltre, altri che avevano regolarizzato la propria posizione fiscale hanno comunque subìto una riduzione della pensione per errori nella gestione delle banche dati informatiche. Non si tratta di cifre irrisorie: la somma complessiva da restituire per una persona con moglie e due figli può arrivare a 1800 euro. Recuperati a rate, ma senza superare la soglia del minimo Inps.

L'assalto agli sportelli

In una parola, è dilagato il caos agli sportelli dell’Inpdap dove si sono riversati centinaia di pensionati infuriati. “Alcuni dirigenti hanno chiamato le forze dell’ordine per riportare la calma: la campagna di attacco contro i fannulloni ha determinato reazioni violente” dice Massimo Briguori dell’RdB-Cub Inpdap (rappresentanza sindacale del pubblico impiego Inpdap). E aggiunge: “Pensare che proprio a quei lavoratori che hanno preso sputi e botte è stata tolta una fetta rilevante del trattamento accessorio”.

E ora che succederà? “Noi siamo obbligati al conguaglio fiscale, altrimenti non possiamo emettere il Cud (certificazione unica dei redditi, ndr)” sottolinea Costanzo Gala, dirigente centrale della previdenza Inpdap. E chiarisce: “Forse si è trattato di cattiva comunicazione tra gli organi istituzionali”. Ma nel frattempo sono state prese misure per facilitare l’adeguamento. A marzo saranno sospese ulteriori trattenute: i pensionati potranno regolarizzare la loro posizione per il 2008 entro il 13 del prossimo mese. Oppure, eventualmente, nel successivo 730. “La norma” osserva Gala “è ancora vigente: ogni anno i pensionati dovranno inviare una dichiarazione”.

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