Lex Nokia: la mail non ha più segreti sul lavoro!

Privacy e_mail Insolita lex sed lex! Passa proprio nella democratica finlandia la cos' detta "legge Nokia", che consentirebbe ai datori di lavoro di controllare il traffico mail dei dipendenti in caso di sospetti sulla loro lealtà. Approvata in Parlamento con 96 voti favorevoli, 56 contrari e 47 assenti, tra cui sei dei 14 parlamentari verdi che fanno parte della coalizione di governo, la legge è stata subito ribattezzata dalla stampa Lex Nokia perché il colosso dei telefonini in passato aveva chiesto alla polizia di controllare le mail degli impiegati, sospettati di spionaggio a favore dei concorrenti.

L'azienda ha smentito di avere fatto pressioni per l'approvazione. Il provvedimento non consentirà ai datori di lavoro di aprire le mail dei dipendenti, ma permetterà di vedere se hanno mandato mail con allegati a ditte concorrenti. Prima di esaminare i dati sul traffico un provider dovrà informare un difensore civico, ma non sarà richiesta un'autorizzazione. Attualmente la polizia deve chiedere un permesso del tribunale per avere accesso alle stesse informazioni. Secondo molti esperti, i criteri che definiscono i casi in cui sarà possibile monitorare il traffico di dati sono troppo vaghi e non riusciranno comunque a impedire la fuga di segreti.

Oggi un gruppo che si occupa dei diritti degli utenti di internet, Electronic Frontier Finland (Effi), riferisce l'agenzia Stt, è sceso in campo facendo appello al presidente finlandese Tarja Halonen che deve firmare la legge. Prima, sostengono, dovrebbe chiedere l'opinione della Corte suprema per verificare che la legge non sia anticostituzionale. Comunque gli attivisti stanno considerando se fare una denuncia alla Corte europea per i diritti umani.

E in Italia?
Nel nostro paese una recente polemica ha infiammato gli animi di lavoratori e datori di lavoro. La disputa si è conclusa con pronunciamento del Garante per la Protezione dei Dati Personali relativamente all'uso dello strumento email sul posto di lavoro, secondo cui:

«I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali».

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