Poker online, un azzardo vincente!

Poker online Non sono certamente “azzardate” le stime di Agipronews che parlano di un giro d’affari di 142,8 milioni di euro per il poker online, in aumento rispetto ai 141 milioni di gennaio.
Se nel primo mese dell’anno infatti erano 4,5 i milioni giocati quotidianamente, a febbraio si alza a 5 milioni la soglia di giocate. Non male per un business inaugurato neanche un anno fa. L’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ha infatti dato il via libera ai giochi d’azzardo sul Web lo scorso anno facendo un regalo ai circa 200 mila italiani affetti dal “vizietto” costretti, fino ad allora, a partecipare illegalmente al poker online sui siti esteri (v. articolo).

Gioco d’azzardo o d’abilità?
Legalizzato ufficialmente nel marzo 2008, trasformandosi da gioco d'azzardo in gioco d'abilità, il poker online è rientrato in quelli regolamentati dal decreto del ministero dell'Economia del 17 settembre 2007. Determinante, nella decisione, il fatto che il “Texas Hold'em” non funziona come il poker tradizionale, dove la puntata è potenzialmente illimitata, ma prevede dei limiti di spesa e la vincita di un montepremi finale, il ché lo fa assomigliare più a una sorta di “Bingo”.

Il limite massimo di soldi da giocare è stabilito proprio dalla legge ed è di cento euro. Per partecipare alle poker room dei siti on line bisogna attivare un conto gioco. Una serie di operazioni che rendono facilmente controllabile la spesa dei giocatori e, di conseguenza, possibile evitare che gli stessi sperperino eccessivamente il proprio patrimonio.
La scelta di legalizzare il poker on line è dovuta soprattutto all'enorme giro di soldi che, su internet, aggirava leggi e fisco italiano. Si stima che il volume d'affari del gioco in nero potesse valutarsi intorno ai 400 milioni di euro annui.
Con la legalizzazione è partita la corsa dei vari gestori dei siti alle licenze concesse dal ministero per sfruttare in pieno le potenzialità di un mercato in crescita vertiginosa.

Giro d’affari
Leader del mercato resta Gioco Digitale con 51,5 milioni di euro, che vede però scendere la raccolta sia in termini assoluti (a gennaio la raccolta è stata di 56 milioni) che in percentuale (dal 39,7% al 36,2%).

Sostanzialmente stabile il volume di gioco sui concessionari legati al provider Microgame (circa una cinquantina): raccolta complessiva a 34,8 milioni di euro, pari al 24,3%. Tendenza in crescita per Lottomatica che passa da 23 a 23,9 milioni di euro (dal 16,3 al 16,7%). La piattaforma di Playtech, che riunisce Snai, Sisal, Cogetech ed Eurobet, inizia a far sentire il suo peso sul mercato: dai 13,3 milioni di gennaio (9,4% sul totale del mercato) passa ai 18,4 a febbraio (12,9%). Leggero rialzo anche per Bwin: 11,9 i milioni raccolti a febbraio (8,3%), a gennaio erano 11,6 (quota di mercato 8,2%).

Invariata la raccolta per Leonardo Service Provider (2,2 milioni di euro), mentre nei primi tre giorni di gioco in denaro (dal 26 al 28 febbraio) Pokerstars ha totalizzato circa 100 mila euro. L'ingresso di questo nuovo 'player' potrebbe incidere fortemente sulla raccolta di marzo e riportare la crescita globale a livelli più consistenti.

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