Chi ha paura dell'Irap? (Parte seconda)

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"Ma quale manovra bis!" tuona dalle principali testate giornalistiche il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa...

"Siamo consapevoli che la ripresa è quella che garantisce la solidità dei conti pubblici", ha rimarcato il responsabile del Tesoro spiegando con "un ordine di priorità" il fatto che il Consiglio dei ministri ha prima esaminato i provvedimenti del ministero dello Sviluppo e poi è passato a quelli sui conti pubblici. Conti pubblici che per il 2005 presentano una situazione peggiore a quella di un altro anno critico come il 1992.

E annuncia che per sei regioni scattano gli aumenti automatici delle imposte Irap e per l'addizionale Irpef previsti nell'ultima Finanziaria per chi ha superato il tetto delle risorse destinate alla sanità. Le regioni interessate sono Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia.

Il consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto legge salva Irap, che esclude il ravvedimento operoso per il pagamento dell'imposta, ovvero la possibilità per i contribuenti che abbiano deciso di non versare l'imposta di mettersi in regola entro un anno pagando una maggiorazione molto limitata. La norma contenuta nel decreto legge dello scorso giugno stabiliva il blocco del ravvedimento operoso sia sugli acconti che sui saldi Irap. (leggi l'articolo)

La misura consentirà così al nuovo governo di incassare tutto il gettito Irap previsto con l'autotassazione di primavera. Si potrà, quindi, avere un quadro definito anche in vista dell' eventuale correzione dei conti pubblici per quest'anno.

Il ministro dell'Economia ha parlato di "un decreto legge quasi di routine che serve a sbloccare i ritardi" per il versamento. In sostanza le imprese che si erano abituate a pagare l'Irap con calma grazie al "ravvedimento operoso" dovranno accelerare i tempi. Una scelta che servirà a reperire risorse.

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