Conto corrente in banca: italiani diffidenti, 15 milioni non ce l’hanno

È a livelli record la diffidenza degli italiani per il conto corrente in banca e non solo perché troppo costoso: sono quasi 15 milioni i concittadini che proprio non vogliono saperne di tenere i propri risparmi in un istituto di credito. È quanto rileva uno studio della Cgia di Mestre secondo cui una percentuale simile (pari al 29% degli italiani over 15) non è riscontrabile in nessun altro Paese europeo. A interpretare il dato è il segretario della Confederazione Giuseppe Bortolussi:

Questo record europeo è riconducibile a ragioni storiche e culturali ancora molto diffuse in alcune aree e fasce sociali del nostro paese. Non possiamo disconoscere, ad esempio, che molte persone di una certa età e con un livello di scolarizzazione molto basso preferiscono ancora adesso tenere i soldi in casa, anziché affidarli ad una banca.

In Italia girano ancora troppi contanti, mezzo preferito per i pagamenti sottolinea l’ufficio studi della Cgia. E questo è parte del problema. A incidere non poco è anche il fatto che nel nostro Paese l’uso di libretti di risparmio postale è superiore a quello di qualsiasi altro Stato dell’Ue, con tantissimi pensionati che conservano lì i propri risparmi.

E siamo al problema dei costi: secondo l’ultima rilevazione dell’Unione Europea che si ha, datata 2009, il costo dei conti correnti italiani è il più alto del Vecchio Continente.

Dice Bortolussi:


è anche vero che non sono poche le persone che diffidano delle nostre banche perché ritengono che le spese di gestione di un conto corrente siano troppo elevate. Un'accusa, quest'ultima, che gli istituti di credito respingono da sempre, ritenendo, tra le altre cose, che l'elevato costo sia da attribuire al livello di tassazione raggiunto in Italia. Un peso che non è riscontrabile in nessun altro Paese d'Europa.

Lo studio della Cgia si basa sui dati della Commissione UE su quanti cittadini europei con più di 15 anni non siano titolari di un conto corrente bancario. E in questa classifica che potremmo definire della sfiducia nel conto in banca al secondo posto dopo l'Italia si piazza la Romania (9.860.000 persone), poi c'è la Polonia con 9.700.000 unbanked, il 30% della popolazione. Percentuale che scende in Paesi come Francia e Inghilterra a poco più di un milione e mezzo di persone, appena il 3% della popolazione. In Germania i senza conto sono meno di un milione e quattrocentomila persone, il 2%.

© Foto TM News

  • shares
  • Mail