Borsa: Milano chiude in rosso. Rendimenti (e domanda) in calo per i BTp

La borsa meneghina chiude in calo le contrattazioni e i maggiori mercati europei si aggirano sulla parità quando non fanno registrare ribassi più o meno consistenti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib perde lo 0,65% a 17.171 punti, il Ftse All Share cede lo 0,56% a 18.244 punti per un controvalore dei volumi scambiati pari a circa 2,3 miliardi di euro. L’incertezza con cui stamattina i listini continentali avevano aperto la giornata è cresciuta dopo l'avvio negativo di Wall Street, nonostante il dato sulla ripresa dei consumi ad aprile negli States. In generale in Europa sono in affanno tutti i titoli del comparto bancario sull'ipotesi di un possibile aumento di capitale della seconda banca tedesca, la Commerzbank. E l’Investors Outlook di maggio di Vontobel osserva come l’azionariato giapponese con le politiche aggressive perseguite dalla Boj sia oggi indubbiamente più attraente rispetto a quello europeo. Così la La borsa di Francoforte chiude invariata, con l'indice Dax a 8.278,50 punti, Londra guadagna lo 0,2%, Ftse-100 a 6.631,76 punti. A Parigi il Cac 40 cede lo 0,2% a 3.945,20 punti mentre la piazza finanziaria di Madrid perde l’1%, con l’Ibex 35 a 8.456,90 punti.


Sul mercato del debito lo spread Btp/Bund archivia la seduta in rialzo a 262 punti base. Il Tesoro oggi ha collocato titoli di Stato per complessivi 8 miliardi, il massimo della forchetta prevista per i BTp a tre anni, per quelli con scadenza nel 2026 e per i CCTEu con scadenza nel 2018: tutti con rendimenti in calo. Peri i Btp triennali, piazzati per 3,5 miliardi di euro, il rendimento è sceso all'1,92% dal 2,92% dell’asta precedente. Per quelli con scadenza nel 2026 (collocati per 1,5 miliardi) il rendimento è sceso dal 4,55% al 4,07%; per i nuovi CCTEu (3 miliardi) il rendimento si attesta al 2,44%. Come spiega Alessandro Giansanti, strategist di Ing:


Man mano che i rendimenti scendono, sempre meno investitori sono disposti ad assumersi il rischio di investire sul debito italiano. Arriveremo a un punto in cui gli investitori non saranno disposti più a comprare Italia al di sotto di determinate soglie di rendimento e lì avremo forse la reale percezione di rischio sul nostro Paese.

Se i rendimenti scendono troppo le aste hanno insomma meno appeal e vedono un calo generalizzato della domanda che oggi ha riguardato soprattutto il titolo a tre anni.

Piazza Affari debole in avvio. Mercati europei poco mossi

Piazza Affari inizia la settimana poco mossa in linea con i listini delle principali borse europee: nuovi stimoli si attendono dalla riunione dell'Eurogruppo di oggi e dai dati macroeconomici in uscita negli Stati Uniti. La borsa di Milano, in attesa dell’asta dei titoli di Stato di stamattina, in avvio era partita meglio del resto dei mercati europei con l’indice dei maggiori titoli Ftse Mib che era salito dello 0,27% per poi ripiegare intorno alla parità e cedere lo 0,06. Il comparto bancario, che la scorsa settimana ha beneficiato dell’effetto trimestrali, paga dazio con Bpm e Bper a guidare le vendite. Viaggiano sulla parità le borse di Londra, Francoforte e Parigi.

Sul secondario italiano lo spread Btp-bund tedeschi decennali ha aperto sotto i 260 punti, a 252,9 punti base, con un rendimento al 3,88% (dai 251 dell chiusura di venerdì scorso). Sul mercato dei cambi l’euro è stabile sul dollaro a 1,2981 mentre lo yen continua a scendere sulla moneta unica europea, a 131,99.

(in aggiornamento)

© Foto Getty Images

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