Voglia di fresco? Se usato è meglio!

Cresce sempre di più la moda dell’usato e gli italiani sembrano prediligere gli oggetti di seconda gusto, ma anche per ragioni etiche come critica al consumismo. Crescono i negozi specializzati in questo settore, il mercato si allarga e le leggi vanno incontro a questa nuova realtà.

Perché tanto successo?
Il mercato dell’usato ha riscosso successo in quanto negli ultimi anni la tendenza è quella del risparmio, dell’acquisto di articoli a basso costo, magari un po’ datati, un po’ “vintage” piuttosto che il capo all’ultima moda. Ma non si tratta solo di vestiti. Infatti, oggetti come gli elettrodomestici che prima non erano pensati come possibili oggetti di seconda mano, ultimamente invece rientrano tra gi articoli da comprare anche se usati.
Qual è la logica che si cela dietro l’usato?
Al primo posto c’è il risparmio da parte dell’acquirente che può risparmiare fino al 70% rispetto al nuovo. L’ex proprietario, invece, oltre a liberarsi di beni che non gli servono più può ottenere un guadagno fino al 50%. Infine il commerciante in genere trattiene una provvigione cha varia dal 35 al 50% del prezzo incassato.
Quali sono i vantaggi?
Comprare merce usata è sinonimo di risparmio ma anche un modo per liberarsi di tanti articoli vecchi: il carovita infatti ha spinto molti a liberare cantine e solai di vecchi oggetti, articoli superflui e piccoli elettrodomestici, regali ricevuti e mai usati e rivenderli per guadagnarci qualcosa. Ma non c’è solo il risparmio dietro la logica del “second hand”. E’ anche una questione di sostenibilità ambientale e lotta al consumismo: è cresciuto il valore del riuso come risposta alla sovrapproduzione e all’inquinamento ambientale.

Il mercato dell’usato: scenario
I dati parlano chiaro: secondo la Camera di Commercio di Milano i negozi dell’usato sono circa 3.500 in Italia e dal 2004 al 2008 si è verificato un incremento dei punti vendita del 35% registrando nuove aperture. In testa alla classifica con più negozi dell’usato c’è la Lombardia con 459 imprese attive seguita dalla Toscana con 447 imprese e il Lazio, mentre tra le provincie si distinguono Roma, seguita da Milano e da Napoli.

Mercato dell’usato: quali i settori più richiesti
Il settore che più rappresenta il mercato dell’usato è quello del mobile (58% delle imprese) seguito dall’abbigliamento (22%) e dai libri (7,4%) ma sono sempre più richiesti anche articoli sportivi, elettrodomestici, articoli per bambino, scarpe e persino oggetti preziosi.

A favore del mercato dell’usato

Oltre ad essere di gusto ai clienti, il mercato dell’usato, è anche favorito dalla normativa. 3.500 botteghe su territorio nazionale più circa 2mila tra mercatini e periodici e fiere specializzate.
Due leggi in particolare hanno favorito la diffusione del mercato dell’usato.

  • Legge 13/2009 del 28 febbraio: prevede la valorizzazione in chiave ecologica dei mercati dell’usato. Gli enti locali dovranno individuare spazi pubblici per lo svolgimento dei mercati dell’usato, di manifestazioni, mentre un decreto detterà gli standard minimi a tutela dell’ambiente e della concorrenza.
  • Dpr 311/2001: questo decreto ha semplificato l’iter burocratico per l’apertura dei negozi “second hand” e l’attività di catene di franchising, la nascita di imprese organizzate che hanno trasformato la compravendita di oggetti usati da semplice passione ad un vero e proprio business.
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