La Francia pensa a una tassa su smartphone e tablet

La Francia sta per introdurre una tassa su tablet e smartphone? La misura è allo studio e nelle intenzioni del governo Hollande non vuole punire i consumi 2.0 (e de luxe) dei francesi ma finanziare l'industria culturale del Paese transalpino messa a dura prova da download illegali e pirateria infomatica. Basterà tassare i telefonini di ultima generazione e i tablet per mettere in crisi fenomeni che sembrano ormai al di fuori di ogni controllo? Come reagiranno i francesi a una tassa del genere?

Il predecessore di Hollande all’Eliseo, Nicolas Sarkozy, aveva adottato un sistema, chiamato Hadopi, che prevedeva un duro contrasto e pesanti sanzioni alla pirateria online. Hollande aveva promesso durante la campagna elettorale che quel sistema, giudicato non troppo efficace, sarebbe stato rivisto, ed eccoci qua. L'ipotesi di tassare lo smartphone fa parte di un più lungo rapporto che 10 mesi fa il presidente della Repubblica François Hollande commissionò a un gruppo di lavoro alla cui testa venne messo Pierre Lescure, il giornalista manager fondatore di Canal Plus nonché direttore del Théâtre Marigny.

Gli esiti del report dovrebbero arrivare oggi sul tavolo del presidente francese. Secondo il quotidiano conservatore Le Figaro la relazione contiene 75 proposte e questa della tassa su tablet e telefonini intelligenti sarebbe la più interessante. La filosofia che sta dietro l’introduzione della tassa è che ci sono moltissimi utenti che si rifiutano di acquistare legalmente un album a 9,9 euro mentre gli stessi sono pronti a spendere, a seconda delle tasche, da 300 a 800 euro per comprare un tablet e o uno smartphone. Secondo il gruppo di lavoro guidato da Lescure i consumatori continueranno comunque a comprarli, tassa o non tassa, con la differenza che con l’introduzione del balzello, una piccola parte dei soldi spesi per l'acquisto del tablet potranno contribuire a sostenere il cinema, la musica e l’editoria francese.

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