Corsi di laurea: un taglio al superfluo

Un taglio netto è previsto nelle università già a partire dell’anno prossimo: verranno sfoltiti i corsi di laurea che sono nati soprattutto con l’introduzione dei nuovi ordinamenti (disegnati cinque anni fa dal decreto 270/2004). E’ quanto ha reso noto il ministro dell’Università, Mariastella Gelmini, che ha fatto sapere del taglio di numerosi corsi a favore di un piano di razionalizzazione contro la proliferazione di corsi superflui.. Entro il 2010/2011 verrà imposto a tutti i corsi una serie di requisiti tra cui un numero minimo di immatricolati. Per l’anno accademico in corso sono già stati tagliati il 7% dei titoli rispetto all’anno prima (2007/2008).

I tagli dei corsi

Il numero dei corsi di laurea sotto monitoraggio del ministero sono circa 2.283 e sono corsi di primo livello o a ciclo unico (magistrale), mentre sono 221 i corsi a rischio taglio o accorpamento. Sono corsi che attualmente non hanno i requisiti richiesti dagli ordinamenti. I corsi di laura possono dividersi in “curricula”: in parte si tratta di vecchi “indirizzi” in cui ad un certo punto il corso di laurea si biforca in vista di un traguardo specializzato, ma con il “3+2” e poi con le novità del Decreto 270 hanno assunto quasi la dignità di corsia in sé.
Quali sono i requisiti richiesti per la sopravvivenza di un corso di laurea?
Un corso di laurea per poter esistere deve avere


  • un numero minimo di matricole (da 10 a 50 a seconda della classe di laurea perché 10 immatricolati sono sufficienti per alcuni corsi di laurea ma non per altri)


  • un numero minimo di docenti,


  • trasparenza sugli obiettivi,
    trasparenza sui risultati.

Molti dei corsi, quindi, per vivere hanno bisogno di essere accorparti ma in realtà molti corsi tendono a separarsi moltiplicando le strutture, i posti e gli insegnamenti. Sarebbe il 34% la quota degli indirizzi troppo “leggeri”.

Gli obiettivi
Gli obiettivi del ministero sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l’organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni, è stato sottolineato, si è assistito “ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro” – aveva dichiaro il ministro dell'Istruzione, in una conferenza a Palazzo Chigi. All’inizio dell'anno accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea specialistica) erano 5.879.

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