Sacchetti di plastica e vecchie lampadine addio!!!

Due regolamenti mettono fine alla commercializzazione delle lampade ad incandescenza a favore di quelle “verdi”. Sono solo alcuni dei provvedimenti previsti dal programma di risparmio energetico comunitario che prevede il ritiro dei beni pericolosi o poco efficienti. Non solo il ritiro delle lampadine, quindi, ma tutta una serie di articoli che oggi sono considerati nocivi per l’ambiente.
Un risparmio, dunque, che ha come focus l’ecosistema ma anche il portafoglio.
Vediamo nel dettaglio il calendario dei provvedimenti che prenderanno vita a breve.

  • La direttiva 2007/517CE: vieta la vendita dal 3 aprile 2009 del termometro sanitario a mercurio. Il mercurio, in base al decreto ministeriale del 30 aprile 2008 è stato dichiarato pericoloso per la salute e per l’ambiente. Oggi il consumo di mercurio è attestato su 12,6 tonnellate, ma nel 2020 potrebbe raggiungere il livello di guardia di 18,6 tonnellate.
    Chi possiede un termometro a mercurio non è costretto a buttarlo, può continuare ad usarlo, ma è bene che si ricordi che in caso di rottura dell’apparecchio, non va gettato nei rifiuti comuni ma portato in farmacia per la raccolta differenziata.

  • La direttiva 2005/32/CE: il primo settembre 2009 scatta il divieto di commercializzare lampade ad incandescenza destinate all’illuminazione di ambienti domestici di potenza pari o superiore ai 100 watt. Dal primo settembre 2011 sarà la volta delle lampade da 75 watt. E dal primo settembre 2012 il divieto riguarderà quelle comprese tra i 25 ed i 40 watt. A partire dal primo settembre 2016 infine, il divieto sarà esteso alle lampade alogene a bassa efficienza. (si stima un risparmio energetico dell’80%).
    Per quanto riguarda le lampadine non direzionali di uso domestico l’intento è quello di ridurre il consumo annuo di elettricità del 20% entro il 2020.
    Anche per quanto riguarda le lampade senza alimentatore interrato, a alta intensità e agli alimentatori che le fanno funzionare, il regolamento stabilisce obiettivi di riduzione sia dei consumi che dei contenuti di sostanze a rischio. Anche i questo caso il traguardo è quello di una riduzione dei consumi del 20% al 2020: il trend per questi prodotti infatti è in forte crescita. Se oggi il consumo annuo di energia è pari a 200 TWh nel 2020, salvo interventi drastici, salirebbe fino a 260 TWh.

  • La Norma Ue EN 13432: a partire dal 1 gennaio del 2010 per fare la spesa si useranno sacchetti di plastica biodegradabili. La direttiva ha infatti vietato l’utilizzo dei tradizionali sacchetti di plastica in quanto c’è il problema dello smaltimento e quello della produzione. Secondo una stima, infatti, si calcola che per produrre 200mila tonnellate di sacchetti di plastica vengano bruciate 430mila tonnellate di petrolio, mentre i nuovi sacchetti saranno realizzato in plastica ricavata da mais e da altre materie vegetali.

  • Stufe da esterno: il Parlamento ha proposto di proibire l’uso di stufe da esterno. Ad esempio, quelle che usano i bar a forma di fungo per riscaldare la clientela seduta fuori, in terrazza. La Ue ha avviato la richiesta già nel febbraio 2008 per la procedura per il ritiro dal commercio dei queste stufe da esterno ritenute troppo inquinanti e colpevoli di riscaldare troppo il pianeta. Si attende dunque la parola della Commissione europea in merito alla decisione del ritiro. Se viene confermata, i bar e i ristoranti che ne fanno uso, dovranno abbandonarle.


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