Bollettini postali, i prezzi scottano!

Bollettini postali Cosa c’è sotto l’aumento dei prezzi dei bollettini postali? Abuso diposizione dominante nel settore dei servizi di incasso e pagamento, ipotizza l’Antitrust.
Per l'autorità, infatti, Poste sarebbe “in grado di applicare condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose agli utenti che devono pagare i bollettini postali, scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti”.

Il verdetto dell’Antitrust arriverà entro il 30 aprile 2010, termine ultimo per la chiusura dell’istruttoria che ha avviato proprio per far luce sulla questione.

Bollettini più cari
Il nodo principale del procedimento - scrive l’Antitrust in una nota - si basa sulle modalita’ di pagamento dei bollettini postali e sull’ammontare di questo costo. La procedura di infrazione riguarda, infatti, il sistema usato da Poste Italiane che applica una commissione di incasso, pari a 1,10 euro (ben 10 centesimi in più da qualche tempo a questa parte), ai cittadini che nel caso di pagamento allo sportello effettuano un versamento tramite i bollettini postali, i pagamenti mediante avviso (vale a dire i Mav) e i bollettini bancari “freccia”.

Ma poi l’istituto postale prevede, invece, commissioni di incasso anche nulle per i soggetti beneficiari. Si tratta cioe’ delle aziende erogatrici di servizi come luce, acqua e gas, ma anche della Pubblica amministrazione e degli enti locali. Un onere che, quindi, grava esclusivamente su chi effettua il versamento e che “ovviamente disincanta” le grandi utilities “dal ricercare strumenti di incasso alternativi e competitivi sul mercato di natura bancaria-finanziaria”.

Considerando, quindi, bollettini postali, Mav e bollettini bancari “freccia”, Poste Italiane raggiunge il 90% del mercato, “quota che - precisa il garante - resta comunque superiore al 50%-55% anche se si considerano i servizi di incasso-pagamento ricorrenti, vale a dire i Rid.
Un’assoluta dominanza di Poste in questo segmento di mercato: su di un universo di 640 milioni di operazioni fatte con i vari strumenti di pagamento, 600 milioni sono riconducibili al piu’ noto conto corrente postale.

Cosi’, grazie a questa posizione dominante, l’azienda guidata da Massimo Sarmi “sarebbe in grado di applicare condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose agli utenti finali che devono pagare i bollettini postali, scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti quali la rendicontazione”.

  • shares
  • +1
  • Mail