Change manager: c'è vento di cambiamento in azienda

Change manager Che si tratti di veri e propri profili professionali o di semplici mutazioni curriculari, in tempo di crisi si moltiplicano le carriere legate alla gestione del cambiamento. E’ il caso del change manager, caratterizzato da grande esperienza dei mercati e delle realtà aziendali, da capacità nella gestione del cambiamento, ma anche da ottime qualità organizzative e di 'motivatore' psicologico.

''Quella del change manager - spiega Marco Citterio, presidente di Gidp,Gruppo intersettoriale direttori del personale- è una figura professionale che non nasce oggi, ma che in questo periodo di crisi economica sta acquistando sempre più importanza per le imprese, che si rivolgono a questi professionisti per rinnovare e cambiare l'azienda".

Identikit del Change manager?
Diversi i possibili 'identikit' del change manager: ''Possono essere -sottolinea Citterio- dirigenti interni all'azienda o professionisti, esperti di dinamiche aziendali, che vengono assunti a tempo determinato, o anche dirigenti in pensione, profondi conoscitori dei mercati internazionali, che offrono consulenza per le imprese. E poi - aggiunge - anche le società di temporary, su richiesta delle imprese, offrono queste professionalità per interventi più complessi, per un periodo che puo' variare dai 12 ai 30 mesi''.

Di certo, quello che non deve mancare è l'esperienza: ''Questo non è un lavoro che si improvvisa -rimarca Citterio- ma serve piuttosto tanta esperienza e conoscenza dei mercati, che si può acquistare con il tempo e per questo sono pochi i 35enni, a parte qualche talento naturale''.

Una volta all'interno dell'azienda, il change manager mette le 'mani' un po' dappertutto: ''Interviene -spiega Citterio, che è anche consigliere del direttivo Pmi Assolombarda- sul capitale umano, sull'organizzazione, sulla progettazione e produzione aziendale, ma anche sull'aspetto commerciale e di marketing''.

Un'azione che riguarda anche direttamente i singoli dipendenti: ''Si occupa - aggiunge Citterio - degli spostamenti del personale, motivando e rafforzando a livello psicologico''.

Stipendio
I compensi del change manager sono sempre più legati al raggiungimento di un obiettivo pre-fissato al momento dell'accordo con l'azienda e anche alla performance: ''La media - sottolinea Citterio - si aggira sui 100-120 mila euro lordi all'anno - con dei bonus di produttivita', che normalmente sono del 10-20% dell'intero compenso, ma che possono anche arrivare al 50% dell'ingaggio annuo in casi particolari di raggiungimento pieno degli obiettivi fissati''.

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