
Esiste il prezzo onesto?
Secondo Joel Salatin, sì!
Sul sito di Internazionale c’é un bell’articolo intitolato “La nuova fattoria” cosa dice?
Dice sostanzialmente che c’è una rivoluzione agricola e che comincia dietro casa. È nelle fattorie dove si possono comprare carni e verdure senza piegarsi alla dittatura dei supermercati e dei surgelati.
La porta avanti Joel Salatin, un contadino della Shenandoah Valley in Virginia che con la sua fattoria Polyface farm ha creato un modello che va “oltre il biologico”.
L’articolo é ad opera di Michael Pollan autore del Bestseller “The Omnivore’s Dilemma: A Natural History of Four Meals”. (leggi l’articolo completo)
Salatin che si descrive come un “allevatore cristiano, libertario, ambientalista e maniacale”, e parla della sua attività come di una “missione sacerdotale”.
Non solo produce carni e pollami sanissimi, ma si rifiuta di metterli in commercio attraverso i circuiti tradizionali e i grandi negozi dedicati al cibo biologico. Secondo Salatin la riforma della nostra economia alimentare parte dai consumatori, purché si convertano a quello che lui chiama “marketing basato sul rapporto personale”: comprare il cibo direttamente da contadini di fiducia. A Salatin piace usare toni da predicatore e nei suoi proclami su internet arringa il “popolo senza codice a barre” contro “l’industria fecale delle fattorie-campi di concentramento”.
Tuttavia non si considera un rivoluzionario. “Si vede più come un Lutero che come un Lenin”, scrive Mother Jones, “non vuole abbattere la chiesa, ma aggirarla”. Ciò di cui abbiamo bisogno, sostiene Salatin, non è “una legge contro McDonald’s o contro gli abusi nei macelli. Dobbiamo dare agli individui la giusta filosofia e le informazioni perché possano scegliere. E non fatevi ingannare: è proprio quello che sta succedendo”.
Molto del Salatin-pensiero si può riassumere nel fatto che l’industrializzazione dell’agricoltura non solo ha distrutto la fattoria familiare ma anche ha messo in pericolo l’offerta stessa di cibo.
Se é vero che il cibo comprato nel supermercato costa meno di quello nella fattoria é anche vero che il consumatore si trova a pagare tutta una serie di costi aggiuntivi di tipo indiretto che nella gran parte dei casi portano un forte ricarico della spesa (si chiamano esternalità).
Secondo Salatin esiste una differenza tra “prezzo onesto e prezzo irresponsabile”.
Signor Salatin, dove si trova il confine?
eusebio
06 giu 2006 - 19:00 - #1compro quasi sempre prodotti biologici, ma spesso sono una fregatura…
fortunato chi vive in campagna e non nelle grandi città
ramona
07 giu 2006 - 09:35 - #2c’è da dire che negli Usa la frutta e vedura si comprano a pezze e non a peso: se compri una mela grande o piccola la paghi indifferentemente 30 cents…
Skrukkian
07 giu 2006 - 10:03 - #3C’é da dire che molti dei prodotti prodotti in america grandi o grossi costano i’stess perché sono praticamente di plastica, coltivati in fattorie idroponiche che niente e poco hanno a che vedere col ciclo biologico naturale.
E’ per questo che si trova (anche in Italia) la frutta fuori stagione.
Ad esempio ramona sa che in America, un paese dove dovrebbe vigere il liberismo economico, un allevatore non può abbattere le proprie mandrie sul suo terreno agricolo ma per legge deve mandarle nei centri per l’abbattimento con la conseguenza di ritrovarsi poi a vendere carne che non é la sua?
E poi cos’é biologico?
Il mio vicino che abita in pieno centro a Milano nel giardino ha un albero di albicocche che l’anno scorso ha venduto come “biologiche” e per legge effettivamente lo sono.
Ramona le mangerebbe?
carlo
07 giu 2006 - 10:11 - #4sapete dirmi il listini prezzi di questo agricoltore americano??
ramona
07 giu 2006 - 10:19 - #5MACELLAZIONE
come negli Usa anche un allevatore italiano non può abbattre il proprio bestiame nel suo allevamento.
Per prendere visione della normativa italiana rimando al link:
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed107/pdfbterr.pdf
Fabri
07 giu 2006 - 10:27 - #6C’è da dire che i costi aggiuntivi che il consumatore paga per i prodotti dei supermercati comprendono anche il trasporto e il fatto di trovarli disponibili sotto casa. Vuoi mettere dover andare in campagna per comprare un chilo di frutta? Una soluzione può essere quella di organizzarsi in gruppi d’acquisto per comprae all’ingrosso.
http://www.retegas.org/
Skrukkian
07 giu 2006 - 10:36 - #7Si Ramona però per il “Biologico” in Italia la trasformazione del prodotto deve essere effettuata in azienda agricola. È consentita la macellazione presso macelli esterni purché l’azienda agricola sorvegli la fase di macellazione e purchè purchè ubicati ad una distanza non superiore a 50 Km dall’azienda agricola richiedente.
Allevare polli con fervore religioso
21 ott 2007 - 20:26 - #8[…] Leggo su soldiblog di un contadino biologico della Virginia che si definisce “allevatore cristiano, libertario, ambientalista e maniacale” e parla della sua attività come di una “missione sacerdotale”. […]