Ritardi burocratici: quanto ci costano?

Lungaggini burocratiche Una spesa annua media di 190 ore! Questo il costo sociale delle lungaggini e farraginosità burocratiche. Se poi a dover fare i conti con le amministrazioni pubbliche sono le categorie in difficoltà come srtranieri o pensionati le ore raddoppiano.

Cause principali di questo labirinto burocratico l’inadeguata macchina informatizzata e gli extracomunitari. Si tratterebbe infatti di un esercito di lavoratori di oltre 3,5 milioni soggetti, poco informati e scoraggiati sui propri diritti/doveri.

Extracomunitari a parte il conto delle lungaggini è piuttosto salato per i cittadini italiani che per pagamenti vari, errori o disfunzioni su internet, indicazioni sbagliate, domande di pensione, cartelle pazze, riconoscimento d'invalidità, dichiarazione dei redditi e molto altro, spendono circa 20 giorni nel corso di un anno all’interno degli uffici pubblici.

I dati emergono da uno studio sui comportamenti ''italiani-burocrazia'', che sta conducendo l'Inac-Istituto nazionale assistenza cittadini della Cia, incrociando dati propri (questionari compilati dai cittadini a campione) con le analisi fatte, da Istat, Inps, Inail, Inpdap, Ministeri competenti e varie Associazioni dei consumatori.

L'occasione per sottolineare le anomalie burocratiche è la giornata nazionale ''Inac in piazza per te''. Il patronato, infatti, ha allestito ieri gazebo informativi con personale qualificato, per offrire ''aiuto'' ai cittadini in tutte le province italiane, e orientarli per il disbrigo di pratiche connesse a norme, leggi e adempimenti previsti dal nostro Paese. Lo slogan della manifestazione, non a caso è: ''Fare domande, avere risposte''. Un concetto ispirato dalla lettura di un dato emerso dai questionari sottoposti ai cittadini dall'Inac, che evidenzia come oltre il 73 per cento degli italiani e il 95 per cento degli stranieri, che vivono nel nostro Paese non conosce i patronati, il loro ruolo e i servizi offerti.

''L'Italia -spiega l'Inac- conta una popolazione di 60 milioni di persone, oltre 23 milioni dei quali pensionati e più di 3 milione mezzo sono stranieri o extracomunitari regolari. Così, sottraendo dal totale la quota rappresentata dai bambini, la somma (circa 27 milioni) di pensionati e stranieri risulta tre volte superiore a quella della popolazione italiana attiva''.

Fonte: Comunicato Inac

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