In Italia la busta paga?

Busta paga Maglia nera nella classifica dei salari il nostro Paese si posiziona agli ultimi posti sulle retribuzioni OCSE. Crisi a parte, la generazione "mille euro al mese" sembra essere un fenomeno tutto italiano insomma.

Nel rapporto 2008 sulla tassazione dei salari, l'Organizzazione di Parigi ha fatto i conti in tasca ai lavoratori dei 30 paesi aderenti all'organizzazione. L'Italia nella classifica si posiziona al 23simo posto dopo Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Francia, ma anche Grecia, Spagna e perfino dell'Islanda, il Paese che nell'ottobre nero del 2008 ha dichiarato bancarotta.
Stando alle rilevazioni Ocse, l'organizzazione gli stipendi italiani sarebbero dunque tra i più “leggeri" d'Europa.

Salari in dieta
La media annua si aggirerebbe per un lavoratore italiano senza figli a carico intorno ai 21.374 dollari. Tradotto in euro questo significa che a fine anno gli italiani hanno intascato, netti, poco più di 15mila euro, esattamente il 17% in meno rispetto ai 25.739 dollari di media dei 30 Paesi Ocse. E la situazione è destinata a peggiorare se il confronto lo si fa con l'Europa a 15 che vanta un salario medio annuo di 27.793 dollari, il 23% in più rispetto ai lavoratori del Bel Paese e con l'Europa a 19 (24.552, +13%).

Il peso del fisco
Ad alleggerire le buste paga dei lavoratori italiani il cuneo fiscale, uno tra i più alti secondo i dati dell'Ocse, che pure nel corso dello scorso anno ha registrato una leggera diminuzione della pressione fiscale a livello complessivo. L'Italia, invece, si è mossa in controtendenza: se si osserva, infatti, il salario netto di un lavoratore italiano senza figli a carico il cuneo fiscale (differenza tra il costo del lavoro per l'impresa e la retribuzione netta che finisce in tasca al lavoratore) è stato pari al 46,5% del costo totale del lavoro, in crescita dello 0,25% rispetto all'anno prima. Nella classifica l'Italia si posiziona al sesto posto dopo il Belgio (56%), l'Ungheria (54%), la Germania (52%), la Francia (49,3%) e l'Austria (48,8%).

La mano del fisco è meno pressante per lavoratori e imprese di Gran Bretagna (32,8%), Stati Uniti (30,1%), Portogallo (37,6%), Spagna (37,8%), solo per citarne alcuni.

Si allenta la pressione sulle famiglie
Diminuisce, secondo le rilevazioni, la pressione fiscale per le famiglie monoreddito con due figli a carico: l'Italia, infatti, passa dal sesto posto della classifica precedente all'undicesimo con un cuneo fiscale al 36%, meglio di Grecia (43,9%), Francia (42,1%), Belgio (40,8%) e Germania (36,4%) tra gli altri.

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