PMI sotto pressione (fiscale)

Pressione fiscale PMI Un'auto analisi che non lascia spazio all'ottimismo. Le PMI si guardano allo specchio per capire i motivi della scarsa competitività del made in italy. Prima causa associata all'insuccesso di impresa l'eccessiva pressione fiscale che rappresenta per il 75,5% delle imprese italiane un limite allo sviluppo e alla competitività, mentre la burocrazia incide negativamente sull'attività per il 61% dei casi.

L'indagine è stata realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format - Ricerche di Mercato su 'fiscalità e pmi' presentata ieri a Genova.

Lo spreco delle tasse
Stando all'opinione espressa dal 66% delle imprese, la pressione fiscale sarebbe legata alla cattiva gestione e allo spreco delle risorse pubbliche, mentre il 40% sostiene che il peso elevato delle tasse sia riconducibile alla diffusione dell'evasione fiscale.
La tassa più odiata e demonizzata dalle imprese italiane sarebbe l'Irap, ritenuta superflua dal 35% del campione intervistato. L'introduzione della telematica e delle politiche di semplificazione amministrativa degli ultimi cinque anni non sembrerebbero ancora avere sortito interamente gli effetti sperati. Nonostante l'introduzione delle nuove tecnologie, infatti, il rapporto tra impresa e uffici del fisco e della previdenza è migliorato secondo il 40% delle imprese, è invece rimasto 'sostanzialmente uguale' per il 50%.

Burocrazia ad ostacoli
Per il 59% delle Pmi le cause più frequenti delle difficoltà di rapporto con l'amministrazione pubblica hanno a che fare con la complessità e con il cambiamento continuo delle norme e degli adempimenti. Per il 41% i rapporti restano difficili per il fatto che nel tempo sono aumentate le scadenze e la complessità delle richieste da parte degli uffici della Pa. Norme e adempimenti che per di più sono spesso interpretati e applicati in modo differente da regione a regione, da provincia a provincia. L'impresa si ritrova spesso ''sola'' a confrontarsi con un'amministrazione pubblica diventata spesso potentissima e con la quale il rapporto è molto complesso.

Competitività a singhiozzo
I fattori esterni che più di altri incidono sulla competitività delle imprese, secondo la ricerca, sono di natura ''non economica''. Tali fattori sono l'eccessiva pressione fiscale e previdenziale-contributiva (75,5% delle Pmi) e il peso della burocrazia connesso con le complicazioni degli adempimenti obbligatori (61,2% delle imprese). Di seguito a questi due troviamo, in ordine di importanza, i costi elevati delle materie prime e dei beni intermedi (47,1%), le barriere di accesso al credito a breve e a medio termine (37,5%), le infrastrutture (energia, comunicazioni, trasporti, ecc.) carenti nell'area di insediamento delle imprese (36,5%). La scarsa efficienza o l'assenza delle istituzioni locali: la loro ''lontananza'' dalle imprese è stata indicata dal 28,2% delle Pmi.

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