Investitori in fuga da Malpensa

Dehubbing Malpensa Un taglio drastico di voli, destinazioni e passeggeri, questo il lento ma inesorabile processo di de hubbing dell'aeroporto di Malpensa, diventato un semplice scalo internazionale.
Tradotto in cifre significa passare da 1.238 frequenze settimanali a 352, circa 8mila posti i lavoro a rischio, compreso l'indotto, 900 dipendenti di Sea, la società del Comune di Milano che gestisce sia Linate che Malpensa in cassa integrazione per 24 mesi, circa 6 milioni di passeggeri in meno l'anno, 70 milioni di euro in meno nella casse della Sea e un danno per l'economia lombarda stimato da un'analisi dello Studio Ambrosetti in 15 miliardi di euro.

Investimenti in picchiata
La logica conseguenza del ridimensionamento è la perdita di attrattiva per gli investitori esteri. Sarebbero un centinaio le imprese straniere presenti a Milano, con circa 2.500 addetti, orientate a cambiare sede. E' quanto emerge da un'indagine della Camera di commercio di Milano su una trentina di consolati e rappresentanze estere a Milano, realizzata ad aprile 2009.

Decollano i costi
Inoltre, con il dehubbing di Malpensa crescono i costi per le circa 3 mila imprese estere e multinazionali a Milano che contano oltre 320 mila addetti. Milano, secondo la Camera di Commercio, perde anche a causa di Linate: oltre la metà degli intervistati non capisce la difficoltà di Milano ad avere due aeroporti, come spesso succede in molte città straniere. Il depotenziamento di un aeroporto come Malpensa, importante per chi va spesso all'estero, fa cadere un giudizio negativo generale sul sistema dei trasporti milanesi per oltre sette intervistati su dieci.

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