Servizi idrici: la spesa fa acqua da tutte le parti!

Servizio idrico A tracciare le falle del sistema idrico italiano è un rapporto stilato da Utilitatis, l'Istituto di ricerca sui servizi pubblici locali. Secondo il Blue Book infatti la spesa che gli italiani affronterebbero sarbbe sproporzionata rispetto al servizio idrico offerto dalle autorità locali.

I costi medi mensili per una famiglia italiana infatti si aggirerebbero intorno ai 20 euro, molto meno, certo, delle spese affrontate ad esempio per bollette telefoniche e combustibili.

Dall'altra però il sistema sembrerebbe far acqua da tutte le parti, a partire dalla rete fognaria, particolarmente carente in alcune zone del Meridione. In Sicilia, Toscana e Campania ad esempio.

Regione che vai tariffa che trovi
Se il sistema sanitario può essere considerato una primordiale forma di federalismo, un dscorso analogo può essere fatto anche per la rete idrica, le cui tariffe differiscono significativamente.

Gli abitanti di Agrigento ad esempio devono pagare assai di più rispetto a quelli di Milano per un'utenza standard.

A livello territoriale, informa il Rapporto, nel 2008 il record per il costo più alto per i servizi idrici se l'é aggiudicata Agrigento (con una spesa annua di 440 euro), seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409); diversamente i costi più contenuti sono stati quelli sopportati da Milano (103 euro), Treviso e Isernia (108 e 109 euro).

Altro capitolo dolente analizzato dal Blue Book è quello, purtroppo annoso, degli impianti di fognatura e di depurazione, di cui sarebbe privo rispettivamente il 15 e il 30% del Paese. A fronte infatti di una rete totale di 337.452 chilometri di acquedotti, il servizio di fognature, con una rete complessiva di poco meno di 165 mila chilometri, coprirebbe soltanto l'84,7% dei cittadini, quota che scende al 70% per quanto riguarda i sistemi di depurazione. A livello regionale, quest'ultimo capitolo vede la Sicilia maglia nera per gli impianti di depurazione, con una copertura del 53,9%, seguita da Toscana (62,7%), Campania (67%) e Sardegna (68%). Quanto alla rete fognaria, le situazioni più critiche riguardano Sardegna e Liguria (entrambe 75%), Umbria (77,1%) e Veneto (78,1%).

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