I beni rifugio in tempi di crisi!

Beni rifugio Cambiano le preferenze degli investitori in tempo di crisi. Ed ecco che polizze index e derivati lasciano il posto ai più tradizionali beni rifugio. La corsa all’oro, all’arte e ai gioielli cresce dunque proporzionalmente alla sfiducia nella finanza internazionale.

Basti pensare che il prezioso metallo ha registrato un record di quotazioni con un balzo del 30% sui mercati da novembre ad oggi. Oltre ad essere inserito in un complesso trend di crescita di lungo periodo culminato nel febbraio 2009, con lo sfondamento della soglia dei 1000$/Oncia, l'aumento del prezzo dell'oro è anche il risultato del processo di stoccaggio e incameramento di masse d'oro circolante da parte delle banche centrali di paesi e organismi internazionali.

Arte: mercato in crisi

Sul fronte dei beni artistici e dei gioielli invece cresce la domanda a fronte di un’offerta scarsa. Chi possiede i capolavori preferisce infatti tenerseli, in attesa di tempi migliori, considerandoli un “bene rifugio” più forte di ogni crisi.
Le aspettative delle vendite di arte impressionista e moderna di Sotheby's e Christie's a New York, da sempre le più attese, non erano delle più ottimistiche.

I cataloghi delle aste di Christie's e Sotheby's riflettono infatti la nuova realtà del mercato dell'arte: sono decisamente ridotti, per via della scarsità dell'offerta. Dall'autunno scorso dal mercato sono ''spariti'' i grandi lavori di Claude Monet, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, tanto per citare alcuni dei maestri della pittura tra Otto e Novecento che hanno macinato un record dietro l'altro negli ultimi vent'anni tra New York e Londra.

E questo perché anche i collezionisti colpiti dai contraccolpi della crisi finanziaria hanno scelto di liquidare prima altri beni e potendo contare su patrimoni più consistenti non sono ancora arrivati al punto da doversi disfare delle opere d'arte. I collezionisti che detengono opere importanti, sottolinea De Bernardi, ''preferiscono non rischiare, hanno paura di andare sul mercato senza avere la certezza che la somma richiesta sarà accettata''.

I mercati dell'oro finanziario

Negli ultimi trent'anni si sono sviluppati veri e propri prodotti finanziari basati sulla quotazione dell'oro, che speculano sul valore futuro del prezzo (gold future), oppure sulle aspettative sull'inflazione o sui tassi di interesse in specifici paesi o mercati. Dai gold future, alle options, passando per i warrants sono diverse le alternative all'investimento nel lingotto. Parallelamente ai principali mercati dove si scambia l'oro fisico (come il London Stock Exchange) si sono sviluppate delle piazze finanziarie ad hoc per l'“oro cartaceo”. La principale è New York con il mercato più importante per volume di scambio, il Comex.

La crescita del prezzo dell'oro ha trascinato l'oro finanziario, facendogli raggiungere risultati ragguardevoli sia per l'aumento del volume degli scambi, sia per i rialzi del valore dei prodotti stessi. Si moltiplica il valore dei fondi d'investimento specializzati, collegati all'oro su scala mondiale. L'oro si è quindi trasformato da un investimento con le caratteristiche da bene rifugio, a un vero e proprio investimento in cui prevale la dimensione finanziaria, traducendosi in molti casi in attività speculativa.

Investimenti "d'oro"

Come appena detto per investire direttamente nell'oro non è necessario acquistare un lingotto oppure una moneta d'oro ne’ aprire un conto presso un broker statunitense per puntare sul future quotato al NYMEX o al CBOT. Attraverso la Borsa Italiana si può puntare oggi sull'andamento del prezzo dell'oro attraverso diversi strumenti finanziari.

Un possibile investimento riguarda i covered warrants, derivati che seguono in gran parte l'andamento del sottostante. A Piazza Affari sono quotati decine di covered warrants sul segmento SeDex, con varie scadenze e strike, che permettono di scommettere sull'andamento del prezzo dell'oro, al ribasso e al rialzo, sfruttando l'effetto leva. Ciò significa che se per esempio in una settimana il metallo giallo sale o scende del 10% con il covered call (per scommettere al rialzo) o con il covered put (per scommettere al ribasso), si possono registrare guadagni del 30%, 40% fino anche del 100% e oltre, a seconda della leva che incorporano e ovviamente solo se si è indovinata la direzione dei prezzi (call al rialzo e put al ribasso).

Alternativa ai covered warrants possono essere i leverage certificates, che sfruttano a loro volta l'effetto leva che può arrivare fino a 10 volte la variazione del prezzo del sottostante. A differenza dei covered warrants, i Mini Future hanno il vantaggio che il prezzo è influenzato esclusivamente dal valore del sottostante che si muove esattamente come il Mini Future, tenendo sempre conto dell'effetto leva.

Per chi vuole puntare sull'oro a Piazza Affari vi sono poi anche gli Etf (fondi passivi che replicano l'andamento di indici) e gli Etc (fondi con un'esposizione diretta sulla materia prima sottostante quotati in Borsa Italiana da Etf securities) agganciati al prezzo dell'oro.

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