Scuola Italia: severa bocciatura dall'OCSE!

Scuola italiana Troppo costosa e poco formativa. Piovono critiche sulla scuola italiana nell’ultimo rapporto OCSE sull’istruzione nel Bel Paese.

Tra i punti critici del sistema la numerosità delle classi, le eccessive ore di insegnamento e i troppi docenti non retribuiti in base al merito. Senza considerare l’elevato numero dei non ammessi agli esami di maturità che nella scuola superiore sarebbero aumentati dell'1,6 per cento. Si tratta di una prima rilevazione, effettuata su un campione pari al 13 per cento delle scuole per quanto riguarda l'ammissione alla maturità ed al 6 per cento per le classi precedenti, ma questi dati fanno ritenere che il dato complessivo dei non ammessi all'esame arriverà alle 28mila unità, rispetto alle 20.111 dello scorso anno. I non ammessi alle altre classi dovrebbero superare i 373mila, con un aumento di oltre 43mila unità rispetto ai 330mila del 2008.

Alta spesa a bassi rendimenti
Stando alle rilevazioni Ocse le scuole italiane spenderebbero per ciascun studente molto di più degli altri paesi ma i rendimenti in termini di apprendimento da parte degli studenti sono i più scarsi. Questo accade a causa di diverse peculiarità negative, sempre secondo l'organismo internazionale, tipiche del nostro paese.

Ad incidere molto sui costi della scuola italiana è però soprattutto l'alto numero di insegnanti in servizio negli oltre 10mila istituti sparsi per il territorio nazionale: il rapporto insegnante-studente nell'area Ocse è di 6,5 docenti ogni 100 allievi, mentre nel nostro paese raggiunge quota 9,6.

Ancora più negativi gli effetti della mancata meritocrazia: rispetto al resto d’Europa da noi l'avanzamento di carriera avviene solo per anzianità. La motivazione principale per fare l'insegnante in Italia sembrerebbe essere soltanto l'elevata sicurezza del posto di lavoro.

I docenti italiani troverebbero così le loro maggiori motivazioni professionali nel riuscire a collocarsi in istituti vicini alla propria residenza. Non a caso, circa la metà degli insegnanti si sposta da un istituto all'altro.

Mancanza di valutazione nel mirino
Carente sul fronte della verifica dei risultati la nostra scuola riceve una severa strigliata. Molta rilevanza viene data anche alla necessità di dare maggiore autonomia di gestione degli istituti ai dirigenti scolastici.
Anche attraverso il loro supporto viene raccomandato dall'Ocse di aumentare il numero degli studenti per classe, minimizzando il numero di classi all'interno di ogni istituto e raggruppando i più piccoli.

Quale soluzione?
Per risollevare le malconce sorti dell’istruzione nostrana basterebbe, secondo l'Ocse, rafforzare le responsabilità e l’autonomia della singole scuole: ciò avverrebbe attraverso test di valutazione nazionali sia degli istituti sia degli insegnanti.

A tal fine l'organismo sovranazionale indica di rendere più rigorose le procedure di reclutamento e assunzione dei docenti.

L'ultima osservazione riguarda l'esigenza di ridurre i tassi di abbandono scolastico (in Italia superiori alla media): viene auspicata l'adozione di un'istruzione e una assistenza di qualità alla prima infanzia; maggiore supporto a studenti deboli mediante insegnanti e infrastrutture migliori, tempo di istruzione supplementare e attività speciali in piccole classi; un orientamento alla carriera futura degli studenti fin dalle prime fasi dell'istruzione secondaria superiore e coinvolgere i genitori nei piani di orientamento professionale.

Fonte: Il Sole 24 ORE

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