Blocco degli sfratti in odore di proroga

Blocco sfratti In scadenza a fine mese il blocco degli sfratti sarà probabilmente rinviato ancora fino al 31 dicembre 2009. A dare i numeri questa volta è il Ministero delle infrastrutture, secondo cui sarebbero stati 2.889 gli sfratti bloccati in tutta Italia lo scorso febbraio, concentrati per la gran parte in non più di 10 Comuni.
Se venisse approvato si tratterebbe del 24esimo blocco dalla legge sull’equo canone del 1978.

Sfratti in periodo di crisi
Tiene conto della preoccupante situazione degli sfratti nel 2008, il provvedimento del'Esecutivo. Nel 2008 le richieste di esecuzione sono infatti aumentate di oltre il 25%, salendo a quasi 140.000. E le cifre, denunciano i sindacati, sono solo provvisori e destinati ad aumentare viste le difficoltà attraversate dai lavoratori in tempi di crisi e il persistente caro-affitti che non accenna a calare nonostante la recessione economica.

In base ai dati preliminari del ministero dell'Interno nel 2008 su un totale di 51.390 nuove sentenze di sfratto (+17,14% sul 2007), la maggioranza assoluta, oltre 40.600, sono state per morosità. Le richieste di sfratto presentate dagli ufficiali giudiziari alla forza pubblica per eseguire gli sfratti sono state 138.040, con un aumento rispetto al 2007 del 26,13%. Gli sfratti eseguiti sono stati invece 24.996, l'11,25% in più rispetto al 2007.

La legge approvata lo scorso febbraio prevedeva:

Tipologia sfratti: solo quelli per finita locazione riguardanti immobili abitativi.

Durata: fino al 30.6.2009.

Inquilini: con “reddito annuo lordo complessivo familiare” inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni o malati terminali oportatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento e che non siano “in possesso” di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. Alle stesse condizioni di reddito e di non possidenza, la sospensione si applica per nuclei familiari con figli fiscalmente a carico.

Canone: il conduttore, per tutto il periodo della sospensione, deve corrispondere al locatore - oltre all’Istat e agli oneri accessori - un canone aumentato del 20% (che non esime lo stesso dal risarcimento dell’eventuale mag-gior danno) e decade dalla sospensione in caso di morosità, salvo sanatoria avanti il Giudice.

Proprietari: il proprietario può evitare la sospensione dimostrando - sempre tramite specifico ricorso al competente Giudice dell’esecuzione, che deciderà con decreto avverso il quale potrà proporsi opposizione al Tribunale collegiale - di trovarsi nelle stesse condizioni richieste all’inquilino per ottenere la sospensione o nelle condizioni di “necessità sopraggiunta dell’abitazione”.

Benefìci fiscali: nel periodo di sospensione, i canoni percepiti dai proprietari interessati non sono imponibili ai fini delle imposte dirette.

Le indiscrezioni sul possibile ulteriore rinvio a fine anno arrivano dal sottosegretario alle Infrastrutture con delega alla casa Mario Mantovani. Notizie più certe sul rinvio si varnno venerdì quando passerà al vaglio del consiglio dei ministri il così detto decreto milleproroghe.

  • shares
  • +1
  • Mail